Manfredi a Cronache: “Il Consiglio tornerà a essere centrale. L’aeroporto di Grazzanise tra le nostre priorità”

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Maria Bertone e Massimiliano Manfredi
Maria Bertone e Massimiliano Manfredi

CASERTA (Renato Casella) – Il consiglio regionale deve riacquistare centralità dopo anni di appannamento. Ne ha parlato con “Cronache” il presidente dell’assemblea Massimiliano Manfredi, in visita alla redazione.

Come vi state muovendo in questo avvio di consiliatura?
Negli anni scorsi c’è stato uno schiacciamento del Consiglio verso la Giunta, ora il rapporto deve essere diverso: la pensa così il presidente Roberto Fico e io sono d’accordo. Ho fatto un percorso politico diverso dai colleghi: sono stato parlamentare prima di approdare in consiglio regionale, la prima assemblea per importanza dopo Camera e Senato. Bisogna ridare al Consiglio centralità e autonomia legislativa e serve un giusto equilibrio con la Giunta. Questo lavoro è stato iniziato dal mio predecessore Gennaro Oliviero: dobbiamo rafforzare il percorso legislativo, mentre oggi molte leggi regionali vengono impugnate. Questo è un Consiglio molto ricco, con 31 nuovi componenti su 51, tanti sindaci fra i componenti, il capo dell’opposizione, ora dimissionario, che ha dato il suo contributo e adesso un capogruppo che è stato ministro della Cultura. La scorsa seduta, incentrata sul rendiconto, mi ha colpito per la qualità del dibattito. Il centrodestra ha votato contro, ma prima ha argomentato e tutto è avvenuto in aula. Il capo dell’opposizione Edmondo Cirielli è venuto in Consiglio a dimettersi: questo è un atto di valore. Certo, ci sarà lo scontro, ma senza giochetti sul numero legale. Dalla settimana prossima, a pochi mesi dall’insediamento, dovremo affrontare la Finanziaria, adempimento che in genere viene attuato dopo almeno un anno”.

Quanto è presente in questa amministrazione il fantasma di Vincenzo De Luca?
Direi che questa presenza si è sentita più nella prima seduta che nelle successive”.

Ma De Luca continua ad attaccare Fico e ha 4 consiglieri nel suo gruppo “A testa alta”, più altri che, in un modo o nell’altro, fanno riferimento a lui. Teme che questo atteggiamento possa ripercuotersi sulla funzionalità della maggioranza?
La maggioranza gode di ottima salute e non ho riscontrato problemi nel gruppo che fa riferimento a Vincenzo De Luca. Se sarà così lo vedremo in corso d’opera, per adesso vedo tutti concentrati sul lavoro dei prossimi 5 anni, a partire dai consiglieri di “A testa alta”. Siamo un campo largo vero, non teorico, e governiamo tanti comuni dell’hinterland“.

Lei presiede il consiglio regionale ma è anche un politico che porta avanti le posizioni del partito: come concilia questi due ruoli?
Non rinuncio al mio ruolo di legislatore e sto lavorando a un paio di proposte. Sono stato scelto con il consenso di maggioranza e opposizione, in risposta a una richiesta specifica del Consiglio di avere una figura politica per il dialogo fra i due schieramenti”.

Per ristabilire la centralità del Consiglio, quanto aiuta avere un presidente come Fico che ama fare un passo indietro rispetto a De Luca e Bassolino?
Io direi che il presidente ha fatto piuttosto un passo di lato per farne due in avanti. Ha convocato dirigenti e direttori generali e costruito un rapporto con gli uffici, in poche settimane ha preso contezza del bilancio della sanità. Stesso atteggiamento l’ha avuto con il governo nazionale. Sul piano di rientro per la sanità abbiamo ragione, ma se ci arriviamo prima dei tribunali è una cosa buona. Certo, la vicenda del trapianto di cuore al Monaldi ha molto provato Fico. La prima cosa da fare adesso è chiedere scusa, anche se abbiamo saputo della vicenda un mese dopo l’intervento”.

Quale impegno mette in campo la Regione per il dramma del teatro Sannazaro?
La prima cosa è non interrompere gli spettacoli. Bisogna pensare anche alla gestione degli sfollati, questione non secondaria. Non va però dimenticato che il Sannazaro è una struttura di proprietà privata e non si può pensare semplicemente a un investimento. La soluzione migliore per me è una fondazione a grande prevalenza pubblica, sul modello del Petruzzelli di Bari. Va garantita la “pubblicità” del teatro, altrimenti non si può intervenire“.

Il precedente presidente del Consiglio Gennaro Oliviero si è impegnato per il terzo scalo aeroportuale della Campania a Grazzanise e anche Fico in campagna elettorale ha fatto altrettanto. Il nuovo Consiglio cosa farà?
Partiamo dalla medesima impostazione dell’aeroporto di Salerno: lo scalo di Caserta è un ulteriore elemento per decongestionare Capodichino. Non è una battaglia campale: bisogna rendersi conto che la realizzazione di Grazzanise è una necessità del sistema campano, che comprende anche due interporti. Grazzanise può essere strategico anche dal punto di vista commerciale e quindi come attrattore di investimenti. Lo scalo di Salerno sembrava un capriccio, invece era una necessità. L’aeroporto civile a Grazzanise si interseca con l’altro progetto, già depositato, per il rafforzamento della stazione di Villa Literno che diventerebbe un hub di interscambio“.

La Regione in questo momento è bloccata dalla mancata approvazione del bilancio di previsione: a che punto siamo?
Credo che per giovedì il presidente Fico concluderà il lavoro sulla Finanziaria e trasferirà le carte al Consiglio. A quel punto sarà mio compito coinvolgere la commissione Bilancio. E’ interesse di tutti arrivarci quanto prima. Prima che parta l’iter della Finanziaria intendo concludere la procedura sulle commissioni speciali, le cui presidenze spettano all’opposizione. Poi potremo pensare ad altri provvedimenti, fra cui la delibera sul salario minimo”.

La composizione del Consiglio è recentemente cambiata con le dimissioni di Cirielli e l’ingresso di Marco Nonno, ma l’eleggibilità di quest’ultimo è incerta. Come vi state muovendo?
Abbiamo ricevuto le dimissioni di Cirielli e prima del prossimo consiglio convocheremo la Giunta per le elezioni. La Corte d’Appello ci ha comunicato che il subentrante è Marco Nonno, che adesso dovrà superare tutti i controlli ai quali si sono sottoposti tutti i consiglieri, a cominciare dal sottoscritto e dal presidente Fico“.

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