Marcianise, Trombetta apre al centrosinistra. Primo confronto: fumata nera per l’intesa. I DETTAGLI

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Antonio Trombetta e Lina Tartaglione

MARCIANISE – L’apertura c’è stata, l’intesa (per ora) no. Dopo aver preso atto del fallimento del tentativo di ricomporre il centrodestra (allargato a Raffaele Guerriero e Giovanni Pratillo, rispettivamente dem e socialista), con l’obiettivo di arrivare alla soglia dei 13 consiglieri – dopo l’uscita di Maria Luigia Iodice e Antimo Rondello – il sindaco Antonio Trombetta ha mosso la pedina annunciata nei giorni scorsi: il confronto con l’area progressista che alle elezioni aveva sostenuto Lina Tartaglione. L’incontro si è tenuto ieri, a 24 ore di distanza dal flop della precedente riunione con l’ormai ex maggioranza, ma si è chiuso senza un accordo. Dal tavolo, infatti, non è emersa una convergenza politica. I gruppi (tra loro non c’è il Movimento 5 Stelle che non vuole dialogare con Trombetta) oggi all’opposizione hanno posto una condizione netta: avviare un ragionamento esclusivamente di centrosinistra, con un’impronta politica chiara e riconoscibile. Tradotto, nessuna operazione che includa esponenti di estrazione di centrodestra rimasti fino a poco tempo fa nell’orbita della maggioranza uscente (il riferimento, deducendo, è alla Lega che ha sostenuto Pasquale Salzillo, ai meloniani e ai forzisti). Una linea che, secondo quanto filtra, non avrebbe convinto il sindaco.

Trombetta, al contrario, guarda a una soluzione di ‘larghe intese’, con un profilo tecnico-amministrativo che gli consenta di trascinare nell’operazione anche alcuni dei gruppi che gli sono rimasti fedeli in questa fase turbolenta. Un’impostazione che si scontra con la richiesta dell’area progressista di segnare una discontinuità politica esplicita. Nel frattempo, l’opposizione è alle prese con riunioni fiume per provare a costruire una posizione unitaria interna prima di tornare eventualmente al tavolo con il primo cittadino. Un passaggio tutt’altro che scontato, che richiede di tenere insieme sensibilità diverse e una strategia condivisa. Se anche questo tentativo dovesse naufragare, lo scenario appare già scritto: per Marcianise si aprirebbe la strada al commissariamento, con un commissario chiamato a traghettare l’ente fino alle prossime elezioni. Una prospettiva sempre più concreta, mentre la crisi politica continua a consumarsi senza una via d’uscita immediata.

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