Mondragone, i Fragnoli riorganizzano il clan sul litorale. Nuovi assetti tra arresti e scarcerazioni

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Giacomo e Luigi Fragnoli
Giacomo e Luigi Fragnoli

MONDRAGONE – Da un lato un’organizzazione che aveva ricostruito una struttura solida, fondata sul coinvolgimento delle nuove leve e tornata operativa sotto l’egida di uno dei boss storici del territorio, Angelo Gagliardi, detto Mangianastri. Dall’altro una scheggia impazzita, pronta a muoversi in autonomia sul territorio per imporre richieste di denaro a imprenditori, commercianti e persino agli stessi pusher legati al gruppo Gagliardi. Chi? Francesco La Torre, alias Puntinella. Due realtà criminali progressivamente neutralizzate dai carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Con la cosca Pagliuca che si è inabissata – pur senza abbandonare il mercato della droga e dedicandosi anche ad affari extraterritoriali – a completare il quadro criminale sul litorale resta ora l’area che fa riferimento ai Fragnoli. La loro rinascita è emersa dopo la scarcerazione di Giacomo Fragnoli, mentre i militari dell’Arma raccoglievano elementi sull’operatività dell’area Gagliardi, compagine di fatto affidata ad Antonio Bova, marito della nipote di Mangianastri.

Fragnoli era tornato in libertà dopo aver affrontato un lungo periodo di detenzione, libertà interrotta per un breve periodo a causa dell’accusa di un omicidio che aveva confessato. Dall’estate scorsa è rientrato stabilmente a Mondragone. Secondo quanto emerso dall’indagine sui Gagliardi, il gruppo Fragnoli si sarebbe riattivato fino a ipotizzare una gestione quasi monopolistica del traffico di droga. Un atteggiamento che aveva messo in allarme Bova e i suoi uomini, non intenzionati a sottostare a quella decisione e pronti a difendere il peso del clan Gagliardi negli equilibri criminali locali.

L’azione dei Fragnoli preoccupava gli altri gruppi perché avrebbero potuto ricompattare soggetti di primo piano della criminalità locale che, in quel periodo, erano (e lo sono ancora) liberi. Ora che l’area Gagliardi e i La Torre sono stati colpiti dall’Antimafia e con i Pagliuca su posizioni defilate, resterebbero proprio i Fragnoli ad agire sul territorio. Mangianastri è emerso anche in un summit organizzato dopo la scarcerazione di Fragnoli, indicativo del livello raggiunto dal gruppo e dei presunti aderenti al nuovo corso del clan. Le informazioni sono state ricavate intercettando le conversazioni di soggetti orbitanti nell’area Gagliardi.

Dai colloqui, sostengono i carabinieri, emerge che a uno degli incontri avrebbero preso parte, oltre allo stesso Fragnoli, anche Ernesto Razzino e Giovanni Lungo. A dimostrare la presunta operatività del gruppo c’è pure un’altra indagine, collegata sempre al territorio di Mondragone e condotta dai carabinieri di Caserta e Capua, su ipotizzate estorsioni attivate da Giovanni Di Gaetano, esponente della criminalità dell’area calena. Nel corso delle attività investigative è stato captato anche un incontro con Luigi Fragnoli, fratello di Giacomo. In quell’occasione, a Pastorano, i due avrebbero discusso della possibilità di chiedere il pizzo ad alcune ditte attive su Mondragone, valutando però prima la fattibilità dell’operazione con un altro boss, Alfonso Cacciapuoti, tornato in libertà nel 2024, perché le società erano dell’Agro aversano.

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