Morta in casa a Pozzuoli, indagata l’amica: è l’ultima che ha visto Carla viva

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Carla Ribeiro
Carla Ribeiro

POZZUOLI – È stata iscritta nel registro degli indagati la donna peruviana di 52 anni ritenuta l’ultima persona ad aver visto in vita Carla Ribeiro, la 42enne brasiliana trovata morta nella sua abitazione domenica scorsa, in via Barletta, nella zona di via Napoli. La decisione è stata assunta dalla Procura di Napoli, con un fascicolo aperto per il reato di morte in conseguenza di altro reato. Nelle prossime settimane la donna chiederà di essere ascoltata dal pubblico ministero per chiarire la propria posizione e fornire elementi utili alle indagini.

La vicenda ha avuto origine la mattina di domenica, quando Claudio, marito di Carla Ribeiro, ha trovato il corpo della moglie nella loro abitazione. Inutili i tentativi di soccorso: la 42enne, madre di un bambino, era già deceduta. Secondo le prime valutazioni, la morte sarebbe sopraggiunta nella notte per arresto cardiocircolatorio. Non essendo stati riscontrati segni evidenti di violenza, la Procura ha disposto l’autopsia per accertare con precisione le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità, con particolare attenzione all’ipotesi dell’assunzione di sostanze. Dalle prime ricostruzioni emerge che Carla Ribeiro e la 52enne peruviana sarebbero rimaste insieme fino a tarda notte tra sabato e domenica.

L’ipotesi investigativa attualmente al vaglio prende in considerazione la possibilità che entrambe abbiano assunto stupefacenti o altre sostanze che potrebbero aver contribuito alla tragedia. L’esame autoptico, comprensivo di accertamenti tossicologici, è previsto per oggi e rappresenta un passaggio fondamentale per chiarire le cause della morte e definire eventuali responsabilità. Nel frattempo, gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita della donna ascoltando familiari, amici e vicini di casa, nel tentativo di fare piena luce su un episodio che ha profondamente colpito la comunità di Pozzuoli. In casi come questo, l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto a tutela della persona coinvolta, necessario per consentirle di partecipare agli accertamenti e difendersi. Non costituisce, dunque, un’attribuzione di responsabilità, mentre l’attività investigativa prosegue per arrivare a una ricostruzione completa dei fatti.

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