Morti sul lavoro, prima vittima del 2026: Romeo precipita da un soppalco ad Acerra e spira dopo 2 settimane

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Romeo Spera

ACERRA – Sedici giorni sospesi tra la speranza e la paura, poi il silenzio definitivo. È morto nel pomeriggio di sabato Romeo Spera, operaio edile di 53 anni, rimasto gravemente ferito in circostanze ancora tutte da chiarire all’interno di un deposito ad Acerra. La sua morte segna il
primo caso dell’anno di morte bianca in Campania, un tragico primato che riaccende i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Spera, manovale alle dipendenze di una ditta edile di Pomigliano d’Arco, era stato trovato privo di sensi all’alba del 18 dicembre nel rione Pozzillo, in via Brescia, riverso sul pavimento di un piccolo deposito. Una struttura anonima, simile a tante altre, utilizzata dall’azienda come base logistica: da lì gli operai partivano ogni mattina per raggiungere i cantieri sparsi nell’area metropolitana di Napoli. Un luogo di passaggio, diventato teatro di una tragedia. A fare la drammatica scoperta furono alcuni colleghi, arrivati sul posto nelle prime ore del giorno. Romeo era a terra, immobile, con un gravissimo trauma alla testa.

Le sue condizioni apparvero subito disperate. I colleghi lo trasportarono d’urgenza alla vicina clinica Villa dei Fiori, ma i sanitari compresero immediatamente la gravità del quadro clinico e disposero il trasferimento in ambulanza all’Ospedale del Mare di Napoli, dove l’operaio fu ricoverato in terapia intensiva. Da quel momento è iniziata una lunga e dolorosa attesa. Giorni scanditi dai bollettini medici, dalle speranze aggrappate a un segnale, a un miglioramento che non è mai arrivato. Sedici giorni di lotta contro la morte, fino al tragico epilogo. Il cuore di Romeo Spera ha smesso di battere, lasciando dietro di sé una fa- miglia distrutta dal dolore: la moglie e una figlia, già sposata, ora costrette a fare i conti con un’assenza improvvisa e crudele. Intanto, attorno a quella mattina di dicembre, restano molte ombre. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite con certezza.

In un primo momento si era parlato di una possibile caduta da un soppalco presente all’interno del deposito. Un’ipotesi che avrebbe potuto spiegare l’entità delle lesioni riportate dall’operaio. Ma questa ricostruzione è stata smentita dal legale della ditta, che ha escluso la presenza di una caduta dall’alto in quelle modalità. Gli investigatori non escludono comunque che Spera possa essere precipitato da una scala o da una struttura interna, oppure che sia stato colto da un malore seguito da una rovinosa caduta. Al momento, però, nessuna ipotesi è stata ufficialmente confermata. A fare luce sulla vicenda saranno le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Nola, e soprattutto l’autopsia, che dovrà stabilire con esattezza le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità. Come spesso accade nei casi di morti sul lavoro, la tragedia di Romeo Spera rischia di diventare l’ennesimo nome in una lunga lista.

Una lista fatta di uomini che escono di casa per guadagnarsi da vivere e non fanno più ritorno. L’edilizia, ancora una volta, si conferma uno dei settori più esposti, dove il confine tra lavoro e pericolo resta drammaticamente sottile. Ora restano il dolore, il silenzio del deposito di via Brescia e le domande senza risposta. Perché è successo? Si poteva evitare? Sono gli interrogativi che accompagnano ogni morte bianca e che, troppo spesso, restano sospesi nell’aria. Per la famiglia di Romeo Spera, come per tanti altri prima di lui, l’unica richiesta è una sola: verità e giustizia, affinché quella morte non venga archiviata come una tragica fatalità.

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