MUGNANO DI NAPOLI – La quiete apparente di una tarda mattinata qualunque, oggi 10 aprile 2026, è stata squarciata dal suono secco di un colpo di pistola. Un agguato in piena regola, consumato nel cuore del comune dell’hinterland napoletano, che ha lasciato a terra un uomo, ferito a una gamba. Un avvertimento, secondo il più classico e macabro copione della criminalità organizzata. La vittima, di cui non sono state ancora rese note le generalità, è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove non verserebbe in pericolo di vita. Ma la ferita più profonda è quella inferta alla comunità e al senso di sicurezza dei cittadini, testimoni inermi di una violenza che rialza la testa.
La risposta dello Stato, di fronte a un atto di tale gravità, non si è fatta attendere. A poche ore dall’accaduto, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha impresso una decisa accelerazione alle strategie di controllo del territorio, disponendo l’immediata intensificazione dei servizi di vigilanza in tutta l’area interessata. Una decisione che suona come un messaggio chiaro alla malavita: nessuna zona d’ombra sarà tollerata. Come sottolineato dalla stessa Prefettura, l’episodio richiede “una risposta ferma e coordinata delle Istituzioni per ripristinare la legalità e la sicurezza percepita dai cittadini”.
L’agguato odierno, infatti, non è un fulmine a ciel sereno, ma si innesta in un contesto territoriale già da tempo oggetto di “elevata attenzione” da parte delle forze dell’ordine. L’area a nord di Napoli è un crocevia di interessi illeciti, un campo di battaglia dove si combatte una guerra a bassa intensità ma continua. Pattugliamenti costanti, servizi straordinari di controllo del territorio e operazioni coordinate interforze sono già parte della quotidianità, in un tentativo incessante di arginare le attività criminali. Le direttrici di questo sforzo sono ben definite: contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, lotta al traffico di armi – che alimentano la violenza come quella odierna – e repressione dei reati predatori che minano la tranquillità della vita quotidiana.
La “gambizzazione” di questa mattina, con la sua sfrontata esecuzione in pieno giorno, rappresenta una sfida diretta all’autorità dello Stato, un tentativo di marcare il territorio e di inviare un messaggio di potere. È proprio per analizzare la portata di questa sfida e coordinare una controffensiva ancora più incisiva che, come annunciato, l’episodio criminoso sarà trattato specificamente nella prossima riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In quella sede, sotto la presidenza del Prefetto di Bari, si definiranno le ulteriori strategie per stringere la morsa attorno ai clan. Mentre i Carabinieri, giunti sul luogo della sparatoria, hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica e risalire a mandanti ed esecutori, le strade di Mugnano si preparano a vedere una presenza ancora più massiccia di divise. L’obiettivo è duplice: assicurare i colpevoli alla giustizia e riaffermare, con la forza della presenza e della legalità, che il controllo del territorio appartiene unicamente allo Stato.


















