Napoli, clan Contini: il boss Rullo stanato in Spagna

NAPOLI (Antonello Auletta e Achille Talarico) – Stanato boss dei Contini. Nicola Rullo è stato arrestato ieri dagli uomini della Squadra Mobile ad Alicante, in Spagna. Il 53enne era latitante da settembre. A luglio era stato scarcerato ed era tornato al Vasto, quartiere sotto l’egemonia del clan. Due mesi più tardi la condanna diventò definitiva. Al boss restano da scontare 4 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma alla lettura della sentenza, Rullo aveva già fatto perdere le proprie tracce. Da allora gli investigatori si sono messi alla ricerca di uno degli elementi di spicco del clan Contini – organizzazione criminale che fa parte dell’Alleanza di Secondigliano, cartello malavitoso che comprende anche la cosca dei Licciardi e il gruppo dei Mallardo – rintracciandolo ieri ad Alicante, rinomato centro turistico spagnolo della Costa Blanca.

Oggi Nicola Rullo verrà sottoposto ad interrogatorio dalla Settima Sezione collegiale del tribunale di Madrid in presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Domenico Dello Iacono. Il 53enne accetterà la consegna alle autorità italiane ma solo per la contestazione per la quale c’è condanna definitiva, ovvero l’associazione a delinquere di stampo mafioso, per la quale è stato condannato in via definitiva e per la quale gli restano da scontare quattro anni e quattro mesi di reclusione. Da quanto si apprende, il boss dei Contini non rinuncerà, infatti, al principio di specialità rifiutando la consegna alle autorità italiane per fatti diversi da quelli per i quali è stato tratto in arresto e per i quali pende la condanna definitiva, in base alla quale gli restano da scontare 4 anni e quattro mesi. Per Rullo si tratta della seconda latitanza interrotta nel giro di 6 anni.

Nel 2017, infatti, venne arrestato in provincia di Latina dai carabinieri. Le pattuglie lo fermarono in una villa in collina. I militari dell’Arma fecero irruzione insieme ai ‘Cacciatori di Calabria’, carabinieri specialisti delle ricerche in zone impervie. Sorpresi nel sonno nelle stanze al piano terra, Rullo si fece ammanettare senza opporre resistenza. Il boss si era rifugiato a Itri insieme al suo braccio destro, perché aveva intuito che da lì a poco sarebbe stato condannato in Appello, come effettivamente avvenne.

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