Napoli, il nascondiglio nella Porsche: 20mila euro falsi sotto lo sterzo, arrestato ciclista sammarinese

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

NAPOLI – Un controllo di routine nel cuore pulsante della città si trasforma in un arresto eccellente. Una Porsche Macan con targa della Repubblica di San Marino, vetri oscurati e un nascondiglio tanto ingegnoso quanto sospetto: sono questi gli elementi di una vicenda che, nella giornata di ieri, ha portato in manette un ciclista professionista di 24 anni, trovato in possesso di 20.000 euro in banconote palesemente contraffatte.

Tutto ha inizio in piazza Municipio, una delle vetrine più trafficate e sorvegliate di Napoli. È qui che una pattuglia dei Carabinieri della PMZ (Pattuglia Mobile di Zona) Centro nota la supercar tedesca parcheggiata. Ad accendere la curiosità dei militari non è tanto il lusso del veicolo, quanto una serie di dettagli che, messi insieme, suonano come un campanello d’allarme. La targa, innanzitutto: non la solita targa polacca o di un paese dell’Est Europa, spesso associata a veicoli a noleggio o di dubbia provenienza, ma una targa sammarinese, decisamente meno comune da incrociare nel capoluogo campano. A questo si aggiunge l’abitacolo, una sorta di scatola nera impenetrabile a causa dei vetri oscurati.

Troppo per non approfondire. I Carabinieri decidono di procedere con un controllo. Si avvicinano alla Porsche e chiedono agli occupanti di scendere. Alla guida c’è un giovane di 24 anni, originario di San Marino e, come si scoprirà in seguito, atleta professionista nel mondo del ciclismo. Al suo fianco, un amico di 23 anni. Inizialmente i due non tradiscono particolare nervosismo, mostrando i documenti con apparente tranquillità. Ma la scena che si presenta ai militari una volta aperte le portiere posteriori aggiunge un ulteriore tocco surreale: rannicchiato sui sedili, avvolto in un sonno profondo, c’è un terzo uomo.

La perquisizione del veicolo sembra destinata a concludersi con un nulla di fatto, ma l’occhio esperto di uno dei carabinieri viene catturato da un dettaglio quasi invisibile. Sotto la scatola dello sterzo, in un punto dove la plastica della plancia dovrebbe essere sigillata, nota una minuscola fessura e un pezzetto di carta di giornale che spunta. Un posto decisamente anomalo per conservare un quotidiano.

Con la delicatezza richiesta dalla situazione, il militare forza leggermente la copertura in plastica, che si rivela essere una sorta di sportello artigianale. Dietro, occultato con cura, c’è un voluminoso pacchetto. Una volta aperto, il contenuto non lascia spazio a dubbi: una mazzetta composta da banconote da 20 euro, per un valore nominale complessivo di 20.000 euro. Un rapido esame conferma i sospetti: sono tutte false, di buona fattura ma riconoscibili come contraffatte. Ma le sorprese non sono finite. All’interno dell’auto viene rinvenuto anche un manganello telescopico, un oggetto la cui detenzione è illegale se non giustificata.

A quel punto, per il 24enne sammarinese scattano le manette con la pesante accusa di possesso e spendita di banconote falsificate. Condotto in caserma per le formalità di rito, è stato poi trasferito in camera di sicurezza, in attesa di comparire davanti al giudice per il giudizio. Dovrà inoltre rispondere, insieme al suo amico 23enne e allo zio 56enne – l’uomo che dormiva e che nel frattempo si è risvegliato nel mezzo del blitz – del reato di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Le indagini ora proseguono per ricostruire la filiera del denaro falso: da dove provenivano le banconote e, soprattutto, dove erano dirette. Gli inquirenti non escludono che il giovane atleta potesse fungere da corriere per conto di un’organizzazione criminale specializzata nell’inondare il mercato con valuta contraffatta.

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