NAPOLI – Una boccata d’ossigeno per la sicurezza dei cittadini, un segnale forte che rompe con un passato recente di ansie e paure. Napoli e la sua provincia registrano una vittoria significativa nella lotta contro la criminalità predatoria, in particolare quella che viola l’intimità delle mura domestiche. I dati consolidati relativi al primo semestre del 2025, resi noti dalla Prefettura, parlano chiaro: furti e rapine nelle abitazioni sono in netta diminuzione, delineando un’inversione di tendenza che non si vedeva da tempo.
A esprimere “viva soddisfazione” è il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che analizza i numeri come il frutto di un lavoro strategico e capillare. I dati, infatti, non sono un episodio isolato, ma testimoniano l’efficacia di un’azione di contrasto e prevenzione finalmente coordinata e incisiva da parte di tutte le Forze dell’ordine sul territorio. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, lavorando in sinergia sotto l’egida del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, hanno messo a segno un colpo importante contro le bande specializzate in questo tipo di reati, che per tutto il triennio precedente (2022-2024) avevano fatto registrare un preoccupante aumento.
L’analisi si fa ancora più interessante se si allarga lo sguardo all’intero anno 2024. Da un’analisi dettagliata emerge un quadro che scardina molti luoghi comuni: Napoli, pur con le sue note complessità demografiche e un contesto sociale ed economico sfidante, ha mostrato una dinamica di miglioramento superiore a molte altre grandi aree metropolitane del Centro-Nord. Un risultato che premia la resilienza della città e la capacità delle sue istituzioni di reagire con strategie mirate, smentendo l’immagine di una metropoli in balia della criminalità. Questo trend positivo del 2024 ha evidentemente posto le basi per il crollo dei reati registrato nei primi sei mesi del 2025.
Ma il Prefetto di Bari non si accontenta dei risultati raggiunti e guarda già al futuro, indicando la strada maestra da percorrere: la prevenzione partecipata. “I dati sono incoraggianti e ci dicono che la strategia repressiva e di controllo funziona,” ha sottolineato il rappresentante del Governo, “ma la vera sfida, ora, è quella di ridurre il divario tra la sicurezza reale, quella attestata dai numeri, e la percezione soggettiva dei cittadini”. Un divario che spesso genera un senso di insicurezza diffuso, anche quando i reati sono in calo.
La ricetta, secondo il Prefetto, è una sola: una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, forze di polizia e cittadini. Questi ultimi non devono essere considerati semplici destinatari delle politiche di sicurezza, ma attori protagonisti. La segnalazione di movimenti sospetti, la creazione di reti di vicinato, l’adozione di sistemi di protezione passiva e un dialogo costante con le forze dell’ordine sono gli strumenti che possono fare la differenza. “La collaborazione è la chiave per consolidare questi risultati e per garantire ad ogni famiglia il diritto fondamentale di sentirsi sicura nella propria casa”, ha concluso il Prefetto. Un appello alla responsabilità collettiva per trasformare un’inversione di tendenza statistica in una certezza quotidiana per ogni napoletano.


















