NAPOLI – Seduta infuocata in Consiglio comunale, con la sinistra che manda in pezzi la maggioranza e blocca la delibera sulla costituzione della nuova società Napoli Patrimonio. Strada sbarrata, almeno per ora, al progetto del sindaco Gaetano Manfredi, che punta a una società incaricata di gestire gli immobili del Comune, sottraendo di fatto la funzione a Napoli Servizi. Dura l’opposizione della sinistra. Inutile il tentativo di mediazione durante una pausa dei lavori: niente numero legale e seduta sciolta, mentre all’esterno proseguiva la protesta dei comitati. La verifica è stata richiesta dal capogruppo Sergio D’Angelo: solo 18 i consiglieri presenti in aula.
Il provvedimento, illustrato dall’assessore al Bilancio e al Patrimonio Pier Paolo Baretta, rientra nel percorso di riordino delle partecipate avviato dall’amministrazione in seguito al Patto per Napoli. La proposta prevede la nascita di una newco incaricata della gestione, manutenzione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare comunale a reddito o potenzialmente produttivo, in parallelo al riassetto di Napoli Servizi e al rafforzamento della holding comunale.
Il dibattito, che ha segnato anche l’esordio in aula del consigliere Tommaso Nugnes, ha evidenziato criticità trasversali. D’Angelo (Napoli Solidale – Europa Verde Difendi la città) ha chiesto di integrare nello statuto un fondo straordinario per l’edilizia residenziale pubblica, destinando i proventi a favore dell’Erp; in assenza di modifiche ha sollecitato il rinvio. Rosario Andreozzi ha ribadito le perplessità sul lavoro interinale in Napoli Servizi e sul ricorso a consulenze esterne per la riorganizzazione.
Dal fronte della maggioranza, Gennaro Acampora (Pd) ha proposto la sospensione dei lavori per approfondire i nodi, richiamando la necessità di chiarire la divisione di competenze tra la newco e il servizio Politiche per la casa, oltre a superare i limiti che hanno inciso sull’operatività di Napoli Servizi. Dall’opposizione, Iris Savastano (Fi) ha chiesto chiarimenti su piano industriale, risorse umane, rapporto con Invimit e controlli del Comune; Massimo Pepe (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) ha sollecitato maggiori garanzie affinché il patrimonio resti uno strumento di coesione sociale; Salvatore Guangi (Fi) ha difeso Napoli Servizi, richiamando la scarsità di risorse storicamente assegnate.
Nella replica, Baretta ha parlato di due “equivoci”: l’idea che la riforma indebolisca Napoli Servizi — che invece, secondo l’assessore, verrebbe rilanciata con una mission distinta dalla gestione del patrimonio — e la convinzione che la newco serva a fare cassa. L’obiettivo, ha ribadito, è rafforzare la capacità gestionale del Comune in una fase di trasformazione della città, con missioni paritarie ma differenziate tra Napoli Servizi e Napoli Patrimonio.
La pausa c’è stata, ma non è servita. La società per azioni per il patrimonio è stata, per ora, bloccata dall’assemblea, che teme possa rappresentare il passo decisivo verso una gestione privata degli immobili dell’ente.
“Il patrimonio di Napoli non è in vendita e non si tocca. Insieme ai miei colleghi di gruppo siamo usciti dall’aula e abbiamo fatto cadere il numero legale: un atto necessario per fermare la delibera 461. Non permetteremo che la gestione della proprietà pubblica venga frammentata per far spazio a logiche di mercato. La creazione di Napoli Patrimonio S.p.A. è un’operazione che rischia di trasformare le case e gli immobili popolari in una mera leva finanziaria per far quadrare i bilanci sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori. Abbiamo chiesto un confronto immediato con il sindaco perché il patrimonio pubblico deve restare uno strumento di giustizia sociale e non un terreno di conquista per il profitto e le dismissioni. La nostra battaglia continua per la gestione pubblica, il diritto all’abitare e la dignità del lavoro”, ha dichiarato il consigliere comunale e regionale Rosario Andreozzi. Dopo lo stop arrivato dalle Municipalità, per la giunta Manfredi si tratta di una nuova bocciatura politica.



















