Napoli, stalking col metodo mafioso: 6 arresti

Gli agenti della squadra mobile hanno eseguito una ordinanza cautelare in carcere e ai domiciliari per due uomini e quattro donne. Gli inquirenti: atti persecutori nei confronti di una ragazza dopo lo stop a una relazione.

Roberto Murano e Davide Buonocore
Roberto Murano e Davide Buonocore

Sei arresti per stalking con l’aggravante mafiosa (clan Contini). Ieri la polizia ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare per atti persecutori in concorso, con l’aggravante mafiosa. Dagli uffici della questura fanno sapere che all’alba i poliziotti della quarta sezione della squadra mobile hanno fermato sei persone: quattro donne e due uomini. Anna Murano, 29 anni, Annamaria Palumbo, 54 anni, Carmela Palumbo, 59 anni, Davide Buonocore, 28 anni, Roberto Murano, 52 anni e Stefania Palumbo, 46 anni.

Sempre le forze dell’ordine spiegano che la polizia ha eseguito l’ordinanza della misura cautelare della custodia in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Napoli – Ufficio G.I.P. a carico dei due uomini e delle quattro donne (tra loro congiunti) ritenuti, a vario titolo, indiziati del delitto di atti persecutori aggravato dal metodo mafioso. Più in dettaglio, l’attività investigativa delegata alla squadra mobile, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, D.D.A. e Fasce Deboli, trae origine dalla denuncia presentata l’8 maggio da una giovane donna in ordine a presunte reiterate minacce, molestie ed aggressioni fisiche.

Condotte che avrebbe subito dai soggetti destinatari delle misure cautelari. Le condotte sono state ritenute aggravate dal metodo mafioso, avuto riguardo alle modalità esecutive e alla presunta contiguità degli autori con il clan Contini. Ecco i dettagli della ricostruzione della questura: la parte offesa sarebbe stata dapprima indotta ad intrattenere una relazione sentimentale con uno degli indagati e, poi, a seguito della sua decisione di interrompere ogni rapporto, a desistere da tale intento, sottoponendola a continui atti persecutori. Va detto che il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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