CASERTA – Colla nelle serrature dei portoni in via Franco Ferrante e residenti furibondi: “Ora basta con la movida selvaggia. Qui non dormiamo più la notte. Una ragazza è tornata alle tre dopo il lavoro e non ha potuto rientrare in casa. Abbiamo allertato i carabinieri e presentato la denuncia”. Chi abita in via Ferrante sa che ogni fine settimana deve chiudersi in casa: fuori accade di tutto. Bussano ai citofoni alle 4 del mattino e ora mettono la colla nelle serrature dei portoncini, bloccando di fatto interi palazzi.
“Alle tre del mattino siamo stati svegliati da una ragazza, che voleva entrare in casa, ma aveva trovato la serratura del portone sigillata con la colla – raccontano Tullio Diglio e Marina Russo, proprietaria dell’immobile – siamo usciti tutti di corsa, per aiutarla. Abbiamo chiesto l’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. I pompieri hanno forzato il portone. Qui c’è una ordinanza, secondo la quale i locali devono chiudere entro le due di notte. Ma la baraonda va avanti fino alle 3 e le 4 del mattino. Come è possibile? Abbiamo presentato un esposto ai carabinieri, ma le istituzioni sono assenti. Non ci supportano. Non vediamo pattuglie delle forze dell’ordine di notte. A volte ci sono, ma restano in via Mazzini, qui in via Franco Ferrante non entrano”.
I residenti chiedono un cambio di passo e più attenzione e controlli alla movida nel centro storico. La situazione in via Franco Ferrante è ormai arrivata al punto di non ritorno, trasformando il diritto al riposo in un lontano miraggio e la sicurezza domestica in una scommessa settimanale. L’episodio della colla nelle serrature non è che l’ultimo, inquietante tassello di un mosaico di inciviltà che vede i residenti ostaggio di una movida priva di regole e di rispetto.
“Non chiediamo la luna, ma solo che le ordinanze non restino carta straccia nei cassetti del Comune”, concludono amaramente i condomini, stanchi di dover vigilare personalmente sui propri portoni per evitare atti vandalici. Il timore diffuso è che l’assenza di un presidio fisso nelle ore critiche possa alimentare un’escalation di tensioni tra abitanti e frequentatori notturni, in un clima di esasperazione che rischia di sfociare in scontri diretti.
La richiesta è unanime: servono telecamere di sorveglianza attive e pattugliamenti che non si limitino alle arterie principali, ma che si addentrino nei vicoli dove l’impunità sembra essere diventata la norma. “Il centro storico è il cuore della città, non può essere abbandonato al degrado e alla prepotenza di pochi che rovinano la vita di molti”, ribadiscono i residenti, pronti a nuove forme di protesta se il grido d’aiuto resterà ancora una volta inascoltato.
Il paradosso di via Ferrante è proprio questo: trovarsi a pochi metri dai salotti buoni della città, eppure sentirsi in una terra di nessuno, dove un gesto vandalico come sigillare una serratura viene derubricato a “bravata” nonostante le gravi conseguenze sulla libertà di movimento delle persone. L’esasperazione ha ormai superato i livelli di guardia e il rischio è che il quartiere si trasformi in una polveriera.
Gli abitanti non puntano il dito contro il divertimento sano, ma contro quella deriva nichilista che si nutre di schiamazzi, citofonate moleste e danni alle proprietà private sotto l’effetto dei fumi dell’alcol. Ogni venerdì e sabato sera la strada diventa un teatro a cielo aperto di abusi.


















