NOME E FOTO. Gambizzato per ordine del clan a Barra: un arresto tra gli Aprea

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Raffaele Giordano ed Ettore Velotti (vittima)
Raffaele Giordano ed Ettore Velotti (vittima)

NAPOLI – Un nuovo colpo alla criminalità organizzata nel quartiere Barra. Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli hanno arrestato Raffaele Giordano, 33 anni, ritenuto vicino al clan Aprea, storica organizzazione camorristica egemone nella zona orientale della città. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopeo. Giordano è indagato per lesioni personali e porto abusivo di arma in luogo pubblico, reati aggravati dal metodo mafioso. Le accuse scaturiscono da un’attività investigativa complessa, coordinata dalla Dda, che ha consentito di ricostruire il ferimento di
Ettore Velotti, 45 anni, ritenuto dedito ai furti d’auto.

I fatti risalgono al 3 gennaio 2025, quando Velotti venne attinto da due colpi di pistola, uno alla gamba e uno al piede. Un’aggressione che, fin da subito, apparve come una vera e propria “punizione” in stile camorristico. Secondo quanto emerso dalle indagini, a esplodere i colpi sarebbe stato proprio Giordano. Gli investigatori della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Giovanni Leuci e dal vice questore Giuseppe
Sasso, hanno documentato come la vittima fosse stata convocata da alcuni esponenti del clan Aprea all’interno di un palazzo del quartiere Barra. Qui Velotti sarebbe stato duramente redarguito per aver messo a segno numerosi furti di auto senza l’autorizzazione del sodalizio criminale, violando così le regole imposte dal clan sul controllo delle attività illecite sul territorio.

Al termine del “rimprovero”, la violenza: i colpi d’arma da fuoco esplosi come monito e avvertimento, per ristabilire l’ordine criminale e riaffermare il potere del clan. Dopo l’agguato, Giordano si sarebbe allontanato dal luogo a bordo di un’automobile insieme ad altri tre sodali, facendo perdere le proprie tracce. L’arresto rappresenta un ulteriore tassello nell’azione di contrasto alle dinamiche mafiose che regolano la vita criminale nei quartieri orientali di Napoli, dove i clan continuano a esercitare un controllo capillare anche su reati apparentemente “minori”, come i furti d’auto, ma fondamentali per l’economia illegale del territorio.

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