NOME. Tre rapine in quattordici giorni. Preso l’incubo delle coppiette

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CERCOLA – I carabinieri della tenenza di Cercola hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Nola, nei confronti di un 30enne napoletano ritenuto responsabile di una serie di rapine a mano armata. L’indagato risponde al nome di Luca Murolo. L’uomo, accusato anche di porto illegale di armi comuni da sparo, è stato arrestato e trasferito presso una struttura carceraria. Secondo le indagini condotte dai carabinieri di Cercola e coordinate dalla Procura di Nola, Murolo avrebbe messo a segno almeno tre rapine nelle prime due settimane di marzo. Il modus operandi era sempre lo stesso: armato di pistola, avvicinava le sue vittime mentre erano in sosta nelle loro auto, le minacciava e si impossessava di denaro e oggetti di valore. Le aggressioni si sono verificate principalmente nelle zone appartate di Cercola e Pollena Trocchia, luoghi solitamente frequentati da coppiette in cerca di intimità.

Questa circostanza rendeva le vittime particolarmente vulnerabili e incapaci di reagire, consentendo al rapinatore di agire con rapidità e senza particolari intoppi. Determinante per l’identificazione del sospettato è stata l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nei pressi delle scene del crimine. I filmati hanno consentito agli inquirenti di raccogliere elementi utili per ricostruire la dinamica degli eventi e individuare il responsabile. Fondamentale anche il contributo delle vittime, che hanno riconosciuto con precisione l’uomo e fornito dettagli utili alla sua identificazione. Tra gli elementi chiave vi è il riconoscimento della vettura utilizzata dal sospettato, una Fiat Panda bianca, segnalata in prossimità di tutti i luoghi delle aggressioni. Le autorità stanno ora proseguendo le indagini per verificare se il 30enne possa essere coinvolto in ulteriori episodi criminosi dello stesso genere. Non si esclude che possa aver agito in altre occasioni con la stessa modalità. Va ricordato che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato, per le accuse mosse nei suoi confronti, non può essere considerato colpevole fino al definitivo passaggio in giudicato di un’eventuale sentenza di condanna.

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