SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nate per garantire un tetto a prezzi accessibili a chi una casa non può permettersela, trasformate (a volte) nel tempo in basi operative per lo spaccio e altri traffici illeciti. È il destino che ha riguardato alcune aree delle palazzine popolari, divenute enclave criminali e punti di riferimento per organizzazioni dedite all’illegalità. Un fenomeno tutt’altro che isolato, diffuso in molte parti d’Italia, che la recente cronaca giudiziaria colloca anche nel territorio sammaritano. Una delle ultime attività investigative, condotte dai poliziotti della Squadra mobile di Caserta, ha portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, a mettere sotto indagine 17 persone, accusate a vario titolo di spaccio di droga, detenzione di armi e favoreggiamento.
L’inchiesta restituisce uno spaccato preciso del traffico di stupefacenti attivo nell’hinterland e si inserisce in un quadro più ampio che segna l’avanzata della criminalità albanese, sempre più centrale non solo nei canali di approvvigionamento di grandi quantitativi di droga – ormai ritenuti in larga parte saldamente collegati ai circuiti della ’ndrangheta calabrese – ma anche nella gestione diretta dello spaccio al dettaglio sui territori. A finire sotto indagine sono stati Eljon Muca, 46enne sammaritano; Festim Pashaj, 54enne, residente a San Cipriano; Ariedin Muca, 37enne di San Tammaro; Hajrije Rahman, 31enne di Marcianise; Eduart Rena, 28enne di San Tammaro; Sefer Velu, 35enne; Enriko Muca, 21enne; Vincenzo Santone, 41enne; Ivan Viggiano, 43enne; Roberto Toscano, 53enne; Chiara Rega, 72enne; Palmerino Tagliaferri, 43enne, tutti di Santa Maria Capua Vetere.
A loro è contestato il reato di spaccio di droga. Cessioni che sarebbero avvenute tra il 2022 e il 2024 non solo a Santa Maria Capua Vetere, ma anche a Caserta, Curti, San Tammaro, Maddaloni, Capua e San Prisco. Nell’elenco degli inquisiti anche Domenico Talento, 53enne: è accusato di ricettazione e detenzione illegale di armi. L’indagine avrebbe dimostrato che presso un’area dei palazzi Iacp nella sua disponibilità erano occultate tre pistole semiautomatiche, due giubbotti antiproiettile e 25 cartucce, ritrovamento avvenuto nel marzo di tre anni fa. Mihai Memet, 50enne, Giovanni Barracano, 26enne, e Giuseppe Panarella, 58enne, anche loro di Santa Maria Capua Vetere, rispondono, invece, di favoreggiamento. Il primo avrebbe acquistato sim intestandole a sé per conto di Eljon Muca, da utilizzare nei traffici illeciti di droga. Gli altri due, invece, sono chiamati a rispondere di presunte dichiarazioni false rese agli investigatori in merito all’acquisto
di stupefacenti. La Procura ha dichiarato conclusa l’indagine preliminare. Il prossimo passaggio sarà la valutazione sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati sono da ritenere innocenti fino a sentenza definitiva.






















