NOMI E FOTO. Cresta sui fondi Ue, chiesti 16 arresti tra docenti e ricercatori della Federico II

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Giancarlo Fimiani, Corrado Leone e Luigi Cembalo
Giancarlo Fimiani, Corrado Leone e Luigi Cembalo

NAPOLI – Diversi nomi di docenti universitari campani e imprenditori in vista, oltre a ricercatori di enti di primo piano come il Cnr e a insegnanti di istituti superiori, sono tra i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura Europea sulla gestione illegale dei fondi comunitari destinati all’istruzione. Una maxi indagine partita da Palermo tre anni fa con l’arresto di una preside del quartiere Zen, scoperta a fare la cresta sul cibo della mensa scolastica e pronta a imporre alla sua scuola di acquistare pc e tablet dalla R-Store, società di informatica campana, in cambio di cellulari di ultima generazione e regali per sé e per i suoi familiari. Grazie alle rivelazioni di una dipendente della s.p.a., Alessandra Conigliaro, i pm hanno allargato l’indagine e scoperto che il caso della dirigente palermitana, che nel frattempo ha patteggiato, era tutt’altro che isolato.

I magistrati, che hanno chiesto 16 misure cautelari, parlano di un “sistema perverso” attraverso il quale diversi dipendenti pubblici, docenti e funzionari universitari avrebbero agevolato l’affidamento di forniture di beni e servizi alla Informatica Commerciale S.p.A., alla R-Store S.p.A. e alla Databroker. Come contropartita, accumulavano dei “tesoretti”, così li definivano, utilizzati per acquisti di oggetti a uso personale, per lo più cellulari e smart tv. “A fronte di atti amministrativi di tipo discrezionale, a volte formalmente regolari – scrivono i magistrati – la causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica, lasciando spazio a un asservimento dell’incarico pubblico svolto al fine personale”.

Tra i docenti indagati figurano Corrado Leone del Centro Nazionale di Ricerca di Napoli e Portici; Luigi Cembalo e Roberto Freda, rispettivamente professore ordinario presso il dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Napoli “Federico II” e assistente ricercatore dello stesso ateneo; Luciano Airaghi, responsabile del centro di formazione dell’Its Fondazione Minoprio; Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli; ed Enrico Cafaro, docente del dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche della Federico II.

Al centro dell’indagine c’è la R-Store S.p.A., azienda Apple Premium Reseller con sede a Napoli e oltre 32 punti vendita in Italia, impegnata nello sviluppo digitale attraverso la fornitura di beni e servizi di formazione a scuole ed enti universitari. La società si avvaleva di uno specifico team composto da diversi referenti che facevano capo a Mario Piacenti, tra gli indagati, e intrattenevano relazioni con numerosi istituti, pubblicizzando l’azienda e cercando di aggiudicarsi forniture di beni e servizi, come dispositivi digitali e software informatici.

Personaggio chiave della vicenda è l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani, per il quale sono stati chiesti i domiciliari, noto anche come vicepresidente di Confindustria Napoli. Una sorta di deus ex machina, lo definiscono gli inquirenti, che avrebbe sfruttato le proprie conoscenze per aggiudicarsi gare anche di notevole importo, come nel caso dell’Its “Mia Moda Campania”. Piacenti, invece, teneva i contatti con i dipendenti sul territorio, tra cui la palermitana Alessandra Conigliaro, considerata la gola profonda dell’inchiesta.

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