NOMI E FOTO. Truffe agli anziani: 7 arresti. Colpi in tutta Italia, giro d’affari di 200mila euro

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Luigi Sades, Lucia Esposito ed Enrico Forte
Luigi Sades, Lucia Esposito ed Enrico Forte

NAPOLI – Sgominata un’organizzazione criminale strutturata, con base operativa a Napoli, specializzata nelle truffe agli anziani e capace di agire su tutto il territorio nazionale. Ieri l’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Napoli – guidata dal capo Giovanni Leuci coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti d sette indagati, di età compresa tra i 25 e i 58 anni. Si tratta di Luigi Sades, 35enne, Francesco Mangiacapra, 35enne, Stefania Romano, 25enne, Enrico Forte, 58enne, Anna Canneva, 44enne, Lucia Esposito, 46enne e di Immacolata D’Alessandro di 32 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, che ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di numerose truffe ai danni di persone anziane. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale avrebbe messo a segno almeno nove episodi di truffa a partire dal dicembre 2024, colpendo vittime residenti nelle province di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce, per un profitto illecito complessivo stimato in circa duecentomila euro.

Le indagini hanno consentito di delineare un modus operandi ormai consolidato. Le vittime, tutte di età compresa tra i 75 e gli 89 anni, venivano contattate telefonicamente sulla linea fissa di casa da un soggetto che si presentava come un “maresciallo”. Con tono autoritario e allarmante, il sedicente appartenente alle forze dell’ordine riferiva che un familiare dell’anziano aveva causato un grave incidente stradale con un veicolo privo di copertura assicurativa. Per accrescere il senso di angoscia e urgenza, in molte circostanze venivano prospettati scenari ancora più drammatici: la persona investita sarebbe stata un bambino trasportato d’urgenza in ospedale, oppure una donna in gravidanza in pericolo di vita. Una pressione psicologica studiata nei minimi dettagli, finalizzata a indurre la vittima a credere che l’unico modo per evitare l’arresto del proprio congiunto fosse il pagamento immediato di una somma di denaro a titolo di risarcimento. A quel punto, gli anziani venivano convinti a consegnare il denaro contante custodito in casa o, in alternativa, gioielli e beni preziosi. Durante l’intera durata della truffa, i sodali mettevano in atto un vero e proprio “bombardamento telefonico”, con chiamate continue sia sull’utenza fissa sia su quella mobile, spesso della durata di oltre un’ora e protratte anche dopo il ritiro del denaro.

Una strategia volta a mantenere il totale controllo psicologico della vittima e a impedirle di contattare familiari, amici o le forze dell’ordine. In alcune conversazioni intercettate prima delle azioni delittuose, gli indagati manifestavano apertamente l’intenzione di terrorizzare e “far piangere” le vittime anziane per ottenere con maggiore facilità denaro e preziosi. A rendere ancora più grave il quadro, il ruolo di uno dei promotori e capi dell’organizzazione, che continuava a dirigere le attività del gruppo pur trovandosi agli arresti domiciliari. L’ordinanza del Gip ha disposto inoltre misure cautelari meno afflittive nei confronti di altri quattro indagati, ritenuti gravemente indiziati di aver partecipato a singoli episodi di truffa: per loro sono scattati l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli e l’obbligo di presentazione quotidiana presso il commissariato di polizia competente. Si tratta di Nicola Cristiano, 51enne, Salvatore Lanza, 47enne, Mariarca Caprio, 45enne e di Maria Riccardi di 46 anni.

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