NAPOLI – Napoli non è più soltanto piazze di spaccio ed estorsioni: il clan Mazzarella si è inserito anche nel business delle truffe telematiche, organizzando un sistema strutturato come una vera azienda, con informatici, telefonisti e basi operative tra Italia e Spagna. È questo lo scenario emerso dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’esecuzione di sedici misure cautelari nei confronti di indagati ritenuti vicini alla cosca, tra cui anche esponenti di vertice. L’organizzazione avrebbe puntato sulle nuove frontiere delle frodi informatiche, utilizzando phishing, vishing e clonazione di siti di istituti di credito per svuotare conti correnti e sottrarre dati sensibili alle vittime.
All’alba di ieri i carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito l’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta dei magistrati antimafia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, frode informatica, accesso abusivo a sistemi informativi e detenzione abusiva di armi, reati aggravati dalla finalità mafiosa e dal presunto collegamento con il clan, da anni influente in diversi quartieri della città. Secondo gli investigatori, il gruppo aveva creato una rete strutturata per colpire correntisti e clienti di istituti di credito attraverso tecniche sempre più sofisticate, documentando decine di truffe realizzate tramite messaggi o telefonate ingannevoli con cui le vittime venivano convinte a fornire codici di accesso e credenziali bancarie. In altri casi venivano utilizzati siti internet clonati, capaci di riprodurre fedelmente le pagine ufficiali delle banche, inducendo gli utenti a inserire dati riservati.
Dalle indagini è emerso inoltre che l’organizzazione aveva allestito veri e propri uffici operativi con personale specializzato: informatici e telefonisti lavoravano in strutture dedicate, in grado di gestire contemporaneamente numerosi contatti con potenziali vittime. Una base sarebbe stata individuata nella zona orientale di Napoli, mentre altre risultano localizzate all’estero, in particolare a Barcellona e Madrid. La dimensione internazionale dell’attività avrebbe consentito di colpire anche cittadini spagnoli. Nel corso delle indagini sono state ricostruite circa sessanta truffe ai danni di utenti e correntisti. L’ordinanza ha disposto dodici arresti in carcere e, per altri quattro indagati, il divieto di dimora in Campania.
L’inchiesta ha inoltre permesso di individuare due distinti gruppi operativi, entrambi impegnati nelle frodi informatiche e ritenuti guidati rispettivamente da Michele e Ciro Mazzarella. Tra le persone coinvolte compare anche Marianna Giuliano, moglie di Michele Mazzarella e figlia di Luigi Giuliano, storico boss del quartiere Forcella, oltre al genero Gennaro Brusco. Un quadro che, secondo gli investigatori, conferma ancora una volta la capacità dei clan di adattarsi ai nuovi scenari criminali, spostando parte dei propri interessi dal controllo del territorio alle opportunità offerte dal mondo digitale.




















