Ombra della camorra su Castellammare: il Prefetto invia la commissione d’accesso al Comune

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Il Municipio di Castellammare di Stabia Palazzo Farnese (© WikiMedia Commons)
Il Municipio di Castellammare di Stabia Palazzo Farnese (© WikiMedia Commons)

CASTELLAMMARE DI STABIA – Un’ombra cupa, quella della criminalità organizzata, si allunga nuovamente sul palazzo comunale di Castellammare di Stabia. Con un atto formale che segna l’inizio di un potenziale terremoto politico-amministrativo, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto oggi, 29 gennaio 2026, l’invio di una commissione di indagine per l’accesso agli atti del Comune. La decisione, assunta su delega diretta del Ministro dell’Interno, rappresenta il primo, gravissimo passo dell’iter previsto dal Testo Unico degli Enti Locali per accertare la sussistenza di ingerenze della Camorra nella vita pubblica della città.

L’obiettivo della commissione, come si legge nel decreto prefettizio, è tanto chiaro quanto inquietante: “verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune”. Non si tratta, dunque, di una semplice ispezione di routine, ma di un’indagine approfondita, mirata a scovare eventuali condizionamenti che possano aver minato la trasparenza, l’imparzialità e il buon andamento della macchina comunale.

Per i prossimi tre mesi, un team di esperti – tipicamente composto da un viceprefetto, un alto funzionario di polizia o dei carabinieri e un dirigente dei servizi finanziari – avrà pieni poteri per passare al setaccio ogni singolo atto prodotto dall’amministrazione. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno delibere di giunta e di consiglio, appalti pubblici, concessioni edilizie, nomine, assunzioni e qualsiasi altro provvedimento che possa nascondere anomalie, forzature o legami sospetti con gli ambienti malavitosi che da decenni infestano il territorio stabiese. La commissione opererà con la massima discrezione ma con poteri inquisitori, potendo acquisire documenti, ascoltare funzionari, dirigenti e amministratori.

Il mandato ispettivo avrà una durata iniziale di novanta giorni, ma la normativa prevede la possibilità di una proroga, concessa una sola volta, per ulteriori tre mesi. Un semestre, al massimo, per stilare una relazione dettagliata che sarà consegnata al Prefetto di Bari. Sarà questo il documento cruciale che deciderà le sorti dell’attuale consiliatura.

Le conseguenze, infatti, possono essere drastiche. Se al termine dell’accesso non dovessero emergere elementi sufficienti a comprovare un condizionamento mafioso, la procedura si concluderà senza ulteriori strascichi. Ma qualora la commissione dovesse raccogliere prove di infiltrazione, il Prefetto proporrà al Ministro dell’Interno lo scioglimento del consiglio comunale. Un provvedimento estremo, che porterebbe alla decadenza del sindaco e di tutti i consiglieri e all’affidamento della gestione del Comune a una commissione straordinaria di nomina governativa per un periodo che può variare dai 18 ai 24 mesi.

Per Castellammare di Stabia, città dalla bellezza struggente e dalla storia complessa, si tratta di un ritorno al passato che fa tremare i polsi. L’ente comunale ha già vissuto l’onta dello scioglimento per mafia, un’esperienza traumatica che ha lasciato ferite profonde nel tessuto sociale e politico. La notizia dell’arrivo degli ispettori piomba sulla città in un clima già teso, alimentando sospetti e incertezze sul futuro. I prossimi tre mesi saranno cruciali per capire se l’amministrazione comunale riuscirà a dimostrare la propria estraneità a ogni forma di collusione o se, ancora una volta, la longa manus della Camorra sia riuscita a penetrare nelle stanze del potere.

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