NAPOLI (Sergio Olmo) – La mannaia è calata nero su bianco l’11 marzo ma la notizia è circolata solo nelle scorse ore: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha revocato il rating di legalità alla Dussmann Service srl. Non una formalità, ma la perdita di quel bollino che certifica trasparenza, correttezza e affidabilità nei rapporti con la pubblica amministrazione. Un dettaglio? Difficile sostenerlo, se la stessa società è aggiudicataria della gara da oltre 81 milioni di euro bandita da Eav per i servizi di pulizia di impianti ferroviari, depositi e materiale rotabile.
La revoca arriva al termine di un procedimento avviato a fine gennaio, chiuso il 10 marzo e trasmesso alla diretta interessata il giorno 11. A pesare, secondo l’Autorità, non è solo la vicenda giudiziaria che coinvolge un procuratore-institore della società (manager esterno), destinatario, su decisione del Gip di Palermo del 2 dicembre 2025, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con interdittiva e divieto di esercitare l’attività per un anno nell’ambito di un’indagine per traffico di influenze, ma soprattutto ciò che non è stato fatto: la doverosa comunicazione. La società, stando agli atti, non avrebbe informato l’Autorità di quelle misure, né nell’immediatezza né successivamente. Una omissione che, alla luce del regolamento del 28 luglio 2020, pesa più dei fatti stessi: senza trasparenza, il rating semplicemente non può esistere.
E quando la società prova a dissociarsi dal proprio dirigente, lo fa, rileva il Garante, solo dopo aver ricevuto la comunicazione dei motivi alla base della revoca. Una presa di distanza tardiva, che finisce per rafforzare, anziché attenuare, il deficit di trasparenza. Il punto, però, è che nel frattempo quella stessa società si è aggiudicata una delle gare più rilevanti di Eav, già destinataria di una visita degli 007 della guardia di finanza. Un’aggiudicazione contestata fin dall’inizio dalla seconda classificata, la Society Moderne Facility Management srl, che aveva sollevato dubbi su valutazioni della commissione e documentazione mancante. Tutto respinto: Tar e Consiglio di Stato confermano.
Poi emergono le inchieste. A maggio, la Procura di Napoli ipotizza reati di corruzione e turbativa d’asta anche per alcuni soggetti della Dussmann e chiede misure cautelari per alcuni esponenti della società. Il 2 settembre scatta l’interdittiva. Anche in questo caso, secondo quanto ricostruito, nessuna comunicazione al Garante. Anche in questo caso i legali della seconda arrivata scendono in campo, rimarcando come la revoca del rating comporterebbe la decurtazione di tre punti e la retrocessione della Dussmann alle spalle della loro assistita, come stabilito dal capitolato dell’Eav, azienda in cima alla black list dei trasporti in Italia guidata da oltre un decennio da Umberto De Gregorio (nella foto), che, al di là della vicenda Dussmann, dovrebbe ricevere proprio in queste ore una comunicazione del presidente Fico che dovrebbe annunciargli l’arrivo di un supermanager di Trenitalia.
Nel frattempo, tornando alla vicenda rating, il quadro si aggrava: la perdita del bollino della legalità apre il nodo dei requisiti di onorabilità, che devono permanere per tutta la durata della gara. Su questo fronte è pendente un ulteriore giudizio al Tar. E non è l’unico segnale: la società risulta già esclusa da altre procedure, come una gara in Abruzzo.
Infine, un capitolo nuovo. Il 26 gennaio la guardia di finanza, su delega della Procura di Napoli, acquisisce negli uffici Eav tutti gli atti della gara. Un passaggio che non riguarda più solo i concorrenti, ma chi quella gara l’ha gestita. A questo punto, la domanda non è più soltanto cosa sia accaduto dentro Dussmann, ma cosa sia accaduto intorno. Perché se il rating di legalità, quello che dovrebbe certificare affidabilità nei rapporti con lo Stato, viene revocato a partita in corso, il rischio è che a vacillare non sia solo un’impresa, ma l’intero impianto di controlli su cui si reggono gare pubbliche di questo livello.
Quanto alla vicenda di Palermo, e probabilmente anche questo potrebbe avere un suo peso sul futuro della gara, nell’avviso di conclusione indagini del 19 marzo 2026, data successiva alla revoca del rating, si presumono a carico della Dussmann ed in particolare di due dei suoi manager esterni le previsioni degli articoli 21 e 25, primo comma, del decreto legislativo 231 del 2001 (una pluralità di reati che vanno dal peculato alla indebita destinazione di denaro o di cose mobili ed altro). Ricordiamo che il decreto in questione disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica per alcuni reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da persone che ricoprono ruoli di rappresentanza, amministrazione o direzione (ad esempio amministratori e dirigenti) o da soggetti sottoposti alla loro direzione o vigilanza.


















