NAPOLI – Un’operazione ad alto impatto per riaffermare la presenza dello Stato e contrastare l’illegalità diffusa. Nelle scorse ore, il quartiere di Pianura, vasta e complessa periferia occidentale del capoluogo, è stato letteralmente setacciato dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Bagnoli. Un presidio capillare del territorio che ha visto i militari impegnati in posti di blocco, perquisizioni e controlli mirati, con l’obiettivo di sottrarre armi e droga dalle mani della criminalità e garantire maggiore sicurezza ai cittadini.
Il rinvenimento più significativo dell’intera operazione è avvenuto all’interno di una delle tante palazzine popolari che caratterizzano il tessuto urbano del quartiere. Nascosto con cura in un’area comune dello stabile, probabilmente un’intercapedine o un vano tecnico accessibile a più persone, i Carabinieri hanno scoperto un piccolo ma micidiale arsenale. Il pezzo forte è una pistola semiautomatica calibro 9, perfettamente oleata e pronta all’uso. L’arma, che al momento del ritrovamento aveva nel serbatoio 7 cartucce, presenta un dettaglio inquietante che la proietta direttamente nel mondo del crimine organizzato: la matricola impressa sul carrello è risultata, da un primo esame, verosimilmente assegnata a un’altra arma, legalmente detenuta altrove. Si tratta di una tecnica nota come “clonazione”, utilizzata per creare armi “fantasma” estremamente difficili da tracciare in caso di utilizzo in agguati o rapine.
Accanto alla pistola, il cui sequestro è stato formalizzato a carico di ignoti, i militari hanno rinvenuto un vero e proprio kit per il fuoco. La dotazione comprendeva un secondo caricatore, vuoto, e un assortimento di munizioni che la dice lunga sulla poliedricità criminale di chi ne aveva la disponibilità: 15 proiettili calibro 9×19 Parabellum, 3 proiettili calibro 7.65 e, soprattutto, 31 cartucce calibro 9×21, un munizionamento potente e molto diffuso in ambito civile e criminale in Italia. Tutto il materiale è stato repertato e sarà ora inviato al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) per gli accertamenti tecnici. Gli specialisti cercheranno di recuperare eventuali impronte digitali e, soprattutto, effettueranno prove balistiche per comparare i segni di rigatura della canna con i bossoli rinvenuti sulla scena di recenti fatti di sangue avvenuti a Napoli e provincia.
L’operazione “Alto Impatto” non si è però limitata alla caccia alle armi. Il bilancio complessivo dei controlli su strada è di 46 persone identificate e 27 veicoli ispezionati, con numerose sanzioni al Codice della Strada. Due giovani, trovati in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti per uso personale, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori. Inoltre, con la preziosa collaborazione dei Carabinieri del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità), sono state ispezionate diverse attività commerciali del quartiere per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la regolarità dei prodotti in vendita. Un’azione a 360 gradi, che ribadisce la ferma volontà delle forze dell’ordine di non lasciare zone franche alla camorra, colpendo tanto il suo braccio armato quanto le sue possibili fonti di reddito illecito.























