NAPOLI – A Pianura, la criminalità giovanile preoccupa sempre di più. L’allarme arriva dall’“Associazione Antiracket Pianura per la Legalità in memoria di Gigi e Paolo”, che denuncia come le baby gang stiano mettendo a dura prova la vita quotidiana dei residenti. “Ogni sera facciamo i conti con più di una rapina”, afferma Luigi Cuomo, presidente dell’associazione. “Ad agire sono giovanissimi, ragazzi influenzati dalla camorra, ancora molto presente sul nostro territorio”. Il problema, sottolinea Cuomo, non riguarda solo i reati, ma anche la cultura di omertà che li accompagna. “Purtroppo i cittadini non denunciano e non segnalano alle forze dell’ordine, preferiscono sfogarsi sui social”, dice, evidenziando come questo silenzio renda più difficile il lavoro di polizia e carabinieri, pur costantemente impegnati in blitz e sequestri di armi.
“Ci sarebbe bisogno che i residenti segnalino quello che accade nel quartiere, come se fossero delle telecamere viventi”, aggiunge Cuomo. Un approccio già sperimenta- to con successo nella lotta al racket: “Per quanto riguarda il pizzo, qui non attecchisce più come una volta. Gli imprenditori che subiscono estorsioni denunciano, lo facessero anche gli altri”. Il fenomeno delle baby gang riflette dinamiche sociali più ampie. Adolescenti, in cerca di identità e riconoscimento, vengono attratti da un contesto criminale che promette potere e denaro facili, ma che li espone a rischi altissimi, inclusa la possibilità di finire vittime di violenze. L’allarme dell’associazione è anche un appello alla partecipazione civica. Denunciare reati, segnalare comportamenti sospetti e collaborare con le forze dell’ordine è fondamentale per interrompere il ciclo di violenza e restituire sicurezza ai quartieri.
“Se i cittadini assumessero un ruolo attivo, potremmo realmente limitare la presenza della camorra”, sottolinea Cuomo. In questo contesto, l’Associazione Antiracket Pianura per la Legalità in memoria di Gigi e Paolo continua il suo lavoro tra sensibilizzazione, supporto alle vittime e collaborazione con le autorità. Il ricordo di Gigi e Paolo, giovani uccisi per sbaglio dalla criminalità organizzata, inserito nel nome dell’associazione, diventa simbolo di un impegno civico che va oltre la memoria: un invito a reagire, a trasformare il dolore in responsabilità collettiva e a costruire un tessuto sociale più sicuro.




















