Pil, su oltre le attese: +1,1% in II trim, ok servizi, industria, edilizia

Nel secondo trimestre 2022 l'Istituto di statistica registra una crescita del Prodotto interno lordo dell’1,1% in termini congiunturali e del 4,7% in termini tendenziali

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MILANO – Il Pil italiano va meglio delle attese. Il dato arriva dall’Istat, il giorno dopo la diffusione di quello sull’inflazione che ad agosto sale all’8,4%, top dal 1985.

Nel secondo trimestre 2022 l’Istituto di statistica registra una crescita del Prodotto interno lordo dell’1,1% in termini congiunturali e del 4,7% in termini tendenziali. Per l’Istat si tratta di stime lievemente al rialzo rispetto alla stima preliminare dello scorso luglio, quando il rilascio mostrava un aumento congiunturale dell’1% e tendenziale del 4,6%. Rispetto al trimestre prima tutti i principali aggregati della domanda interna sono risultati in ripresa, con tassi di crescita uguali per il totale degli investimenti e dei consumi finali nazionali (+1,7%), mentre la domanda estera netta ha contribuito negativamente alla crescita del Pil. Sul fronte dei settori, rispetto alla stima preliminare una crescita del valore aggiunto dell’industria e dei servizi ed una contrazione del valore aggiunto dell’agricoltura.

Le importazioni e le esportazioni sono aumentate, rispettivamente, del +3,3% e del +2,5%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contributo positivo di 1,6 punti percentuali alla crescita del Pil: +1,5 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni sociali private, +0,4 gli investimenti fissi lordi, mentre la spesa delle amministrazioni pubbliche ha dato un contributo negativo pari a -0,2 punti percentuali. La variazione delle scorte – rileva l’Istat – ha contribuito negativamente alla variazione del Pil per -0,3 punti percentuali, così come la domanda estera netta, il cui contributo è risultato pari a -0,2 punti percentuali. Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di industria e servizi pari rispettivamente all’1,4% e all’1%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’1,1%. In buona ripresa anche ore lavorate e unità di lavoro, come anche i redditi pro capite e le posizioni lavorative.

In questo quadro, per l’Istat la crescita acquisita del Pil per il 2022 è pari a +3,5%, rivista anch’essa al rialzo rispetto al 3,4%.

Ma l’incubo energia, con la Russia in guerra contro l’Ucraina, incombe e fa dire a Fitch Ratings in un nuovo rapporto che “la recessione nell’eurozona appare ora probabile a causa dell’aggravarsi della crisi del gas”. E il caso Italia ha un suo ‘spazio’ nella analisi di Fitch. “L’interruzione totale della fornitura di gas russo all’UE sembra sempre più un’ipotesi ragionevole ai fini della costruzione di previsioni macroeconomiche per l’Eurozona”, spiega l’agenzia di rating. “Secondo la nostra attuale valutazione, il Pil dell’Eurozona subirebbe un calo di 1,5-2 punti percentuali nel 2023, in Germania di circa 3 punti percentuali e in Italia di circa 2,5 punti percentuali, rispetto alle nostre previsioni ‘Global Economic Outlook’ di giugno. Sarebbe probabile una recessione dell’eurozona a partire dal secondo semestre del 2022, con la Germania e l’Italia che subirebbero un calo annuale del Pil nel 2023”, spiega Fitch.

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