Pizzo ai Giuliano pagato con il cibo. I familiari dei detenuti ritirano la spesa negli negozi

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Ciro Giuliano e Salvatore Barile (indagato)
Ciro Giuliano e Salvatore Barile (indagato)

NAPOLI – Il clan Giuliano cambia strategia per le estorsioni nel centro storico: non più il classico “pizzo” ai commercianti, che espone gli emissari a un alto rischio di denunce, ma un metodo diverso e più discreto. Secondo quanto emerge dall’ultima ordinanza cautelare sul clan Giuliano-Mazzarella, i familiari dei detenuti si recherebbero direttamente negli esercizi commerciali per ritirare generi alimentari, evitando così passaggi di denaro e possibili controlli. Il sistema è documentato anche da intercettazioni telefoniche, in cui Daniele Giuliano e Vincenzo Vassallo, detto ’o suror e ritenuto dagli inquirenti ai vertici del gruppo di Forcella, discutono le modalità per garantire il sostentamento alle famiglie dei reclusi. Vassallo propone di imporre ai commercianti la fornitura di alimenti in quantità stabilite, da ritirare all’occorrenza, mentre Giuliano inizialmente valuta l’ipotesi di contributi economici diretti tra i 150 e i 200 euro per famiglia. L’idea finale, però, punta sulla consegna di beni: una sorta di “lista della spesa” da preparare e lasciare disponibile per i parenti dei detenuti.

L’ordinanza ricostruisce anche i ruoli all’interno del gruppo: Vassallo viene indicato come figura apicale, mentre Daniele Giuliano avrebbe un ruolo operativo, collaborando direttamente con i vertici dell’organizzazione. Dalle indagini emerge inoltre che il clan Giuliano, pur mantenendo una certa autonomia a Forcella, opererebbe sotto l’influenza dei Mazzarella, in una sorta di alleanza che negli ultimi anni ha portato a una “pax” strategica tra i due sodalizi. Questa coesistenza sarebbe finalizzata a consolidare il controllo del centro storico e a contrastare l’espansione dell’Alleanza di Secondigliano.

La ricostruzione degli inquirenti evidenzia un cambiamento significativo rispetto al passato: tra il 1999 e il 2000 i Giuliano furono estromessi proprio dai Mazzarella, per poi tentare una riscossa negli anni successivi anche attraverso alleanze contrapposte, come quella con i Sibillo. Oggi, invece, si registra un riallineamento, favorito anche da arresti e successive scarcerazioni di figure di rilievo. Una svolta decisiva sarebbe arrivata il 14 aprile 2022, con la scarcerazione di Luigi Giuliano, detto ’a zecchetella, dopo oltre dieci anni di detenzione: secondo gli investigatori, avrebbe continuato a impartire direttive anche dal carcere ai figli Ciro e Daniele. Nel nuovo assetto, i Giuliano opererebbero come articolazione territoriale dei Mazzarella, con il compito di presidiare Forcella e fare da argine contro altri gruppi criminali, in particolare i Contini dell’area del Vasto.

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