Pizzo per il concerto di Finizio a Sant’Antimo. La minaccia: “Cinquemila euro o mettete lo stereo”

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Gigi Finizio
Gigi Finizio

SANT’ANTIMO – Un concerto bloccato dal terrore della camorra: l’entourage del cantante Gigi Finizio sarebbe finito nel mirino dei clan locali durante un’esibizione nella cittadina napoletana. La vicenda emerge dall’operazione eseguita ieri mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, che hanno dato esecuzione a 14 misure cautelari, tra custodia in carcere e arresti domiciliari, nei confronti di esponenti dei clan Ranucci, Verde e Puca.

Secondo l’ordinanza firmata dal gip Anna Tirone, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Domenico Ranucci, Antonio Picciulli e Antonio Sammarco (indagato) avrebbero imposto all’entourage del cantante il pagamento di 5mila euro per consentire lo svolgimento del concerto. In caso contrario, avrebbero minacciato di bloccare l’evento, costringendo il pubblico a “mettere lo stereo” pur di ascoltare la musica. L’episodio risale al 30 dicembre 2017. Alla fine l’entourage avrebbe versato 3.500 euro, somma confluita nella cassa comune dei tre clan, il cosiddetto “cappello”. L’inchiesta mette in luce la strategia criminale dei gruppi: oltre a estorsioni e riscossioni sistematiche, i clan avevano consolidato un sistema di controllo del territorio attraverso armi, intimidazioni e minacce continue ai danni di imprenditori locali.

Gli investigatori hanno ricostruito come Ranucci, tornato libero nel novembre 2022, e i suoi luogotenenti gestissero il clan con precisione e violenza. Picciulli, ritenuto vicino al clan Verde, e altri componenti avrebbero coordinato la riscossione del denaro e la gestione degli affari illeciti. L’indagine evidenzia anche il patto tra i tre clan, con una chiara suddivisione dei territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano e una cassa comune destinata a convogliare gli introiti delle estorsioni.

Il concerto di Finizio diventa così il simbolo di un sistema consolidato di intimidazione e profitto illecito che permea la vita economica e sociale dei comuni dell’area. Oltre al caso del cantante, le indagini documentano numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti locali, incluso un autolavaggio di Grumo Nevano minacciato con ordigni inesplosi.

L’operazione ha portato in carcere 13 indagati, mentre uno è stato posto agli arresti domiciliari. Per Gigi Finizio e il suo staff l’inchiesta conferma lo status di parte lesa, ma per le comunità colpite resta un monito inquietante: la camorra, pur sotto pressione delle forze dell’ordine, continua a infiltrarsi negli eventi pubblici e nelle attività economiche, utilizzando violenza e intimidazione per ottenere denaro e consolidare il proprio potere.

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