NAPOLI – Un’escalation a Ponticelli nelle ultime ore preoccupa le forze dell’ordine. Due episodi di cronaca in due giorni. Va detto subito, che non sono collegati. Ma indicano un’emergenza sicurezza nel quartiere. La polizia indaga sul ferimento a colpi di pistola di un falegname di 46 anni ucraino arrivato al pronto soccorso della clinica Villa Betania, con mezzi propri l’altro ieri sera. Il cittadino ucraino ha spiegato alla polizia di essere stato ferito in via Carafa. L’uomo è stato raggiunto di striscio da un colpo d’arma da fuoco al polso sinistro. Agli agenti del commissariato Ponticelli ha riferito di essere stato avvicinato da due sconosciuti che gli avevano sparato senza dire una parola. È ricoverato, spiegano i medici. Non corre pericolo di vita. Intanto gli investigatori hanno avviato le indagini per ricostruire la vicenda. Accertamenti sono in corso da parte degli esperti della squadra investigativa del commissariato. Gli inquirenti non escludono ipotesi. Potrebbe trattarsi dell’epilogo di una precedente lite tra connazionali. Non solo. Gli investigatori hanno ascoltato a lungo il falegname, per capire se fosse stato minacciato o avesse ricevuto richieste particolari. Le indagini sono tuttora in corso.
È il secondo assalto armato a Ponticelli in 48 ore, dopo l’omicidio di un ventenne incensurato in via Carlo Miranda. Forse ucciso in uno scambio di persona o in una ‘stesa’. In questa direzione sono orientate le verifiche dei carabinieri. Ieri pomeriggio una veglia di preghiera nella chiesa di San Pietro e Paolo, per ricordare Fabio Ascione, il ragazzo ucciso con un colpo di pistola al torace all’alba di martedì. Aveva terminato il turno alla sala bingo a Cercola e aveva detto alla madre che si sarebbe fermato in un bar per mangiare un cornetto assieme agli amici, dopo una notte di lavoro. Era stato raggiunto da un proiettile esploso da un’auto. Prende quota l’ipotesi che Fabio Ascione non fosse l’obiettivo dei colpi di pistola e che si sia trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. I colpi, più di uno, erano stati esplosi da una vettura di colore scuro sulle cui tracce ci sono ora i carabinieri di Poggioreale e del reparto operativo del comando provinciale.


















