Provincia, patto tra Lega e Zannini per riconfermare De Rosa presidente

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Stefano Giaquinto, Marcello De Rosa e Giovanni Zannini

CASERTA – Incertezze sulle modalità e sui tempi: le elezioni provinciali restano un’incognita. E in attesa che venga risolta, Marcello De Rosa, da vicepresidente, orfano di Giorgio Magliocca (dimessosi dopo aver appreso di essere indagato per corruzione), tira dritto gestendo l’Ente. Ma con quale maggioranza? Non ha il sostegno del Partito Democratico, non ha appoggi da Fratelli d’Italia e neppure dall’area che orbita intorno all’ormai ex presidente Magliocca (quest’ultimo, infatti, voleva che al vertice della Provincia ci fosse – al suo posto – il sammaritano Gaetano Di Monaco, volontà però sconfessata da Tar e Consiglio di Stato).

Se De Rosa va avanti è perché a volerlo – sintetizziamo – adesso sono la Lega e chi è politicamente vicino al consigliere regionale di Mondragone Giovanni Zannini. Insomma, il Carroccio, guidato in Terra di Lavoro da Gianpiero Zinzi, avrebbe attivato un asse politico con i Moderati di Zannini per consentire al governo della Provincia, gestito da De Rosa, di proseguire il suo percorso senza intoppi (a mediare tra il leader della Lega e De Rosa sarebbe stato un imprenditore di Casapesenna). Vanno in questa direzioni i voti garantiti al vicepresidente da Stefano Giaquinto e Domenico Schiavo. A schermare e far digerire questa decisione (dato che diversi zinziani non gradiscono di avere rapporti con gli zanniniani) è il modo in cui l’ex sindaco di Casapesenna ha brandizzato la propria gestione post-Magliocca, affibbiandole – dice – una natura “tecnica”.

Ad ogni modo, questa intesa non si limita ad avere effetti a corto raggio, ma potrebbe avere ripercussioni anche sulle prossime elezioni. Quali? Se sarà permesso che a ricoprire il ruolo di presidente possa essere anche un consigliere comunale e non solo – come stabilito attualmente – un sindaco, De Rosa, al momento semplice consigliere comunale a Casapesenna, potrebbe scendere in campo (magari proprio con l’appoggio del Carroccio e degli zanniniani) per continuare a occupare il ruolo di numero uno della Provincia. E in caso di sua elezione, andrebbe a rendere meno affollata la corsa alle Regionali (dato che accetterebbe di non gareggiare per uno scranno nell’aula del centro direzionale di Napoli), circostanza che farebbe comodo sia alla Lega che ai Moderati (avrebbero più spazio).
C’è anche chi collega la scelta dell’area Zinzi di appoggiare ora De Rosa a un semplice tentativo di ritardare le elezioni provinciali (sulle quali si attende di avere chiarimenti – che tardano ad arrivare – dal Viminale). Insomma, una strategia per prendere tempo e capire quale sarà il destino giudiziario di Giovanni Zannini. Come Magliocca, anche lui è indagato per corruzione: sia chiaro, entrambi sono da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile. Ma se l’inchiesta, ancora in corso (resa nota dalle numerose perquisizioni eseguite nei mesi scorsi dai carabinieri), dovesse avere effetti giudiziari più incisivi, è fisiologico che il bacino politico del mondragonese subisca uno scossone. Potrebbe accadere che Zannini perda la capacità di veicolare le scelte degli amministratori che ora lo sostengono.
Insomma, è verosimile che parte degli zanniniani cercherebbe altri riferimenti politici (e la Lega potrebbe fiondarsi su di loro per accoglierli). E allora meglio procedere con calma, probabilmente pensa il Carroccio.
Altro aspetto: se si andasse a votare adesso, dato che il blocco politico del mondragonese, a differenza di quello di Magliocca, appare ancora granitico, risulterebbe con buon probabilità forte abbastanza da decidere, verosimilmente, chi sarà il nuovo presidente. Ed è uno scenario che la Lega vorrebbe evitare. Quindi? Per ora alleati degli zanniniani, ma alla prima occasione utile saranno messi all’angolo. Forse.
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