NAPOLI – Un nuovo tassello si aggiunge all’inchiesta sulla violenta sparatoria avvenuta nel cuore di Napoli la notte tra l’11 e il 12 dicembre scorsi. Gli uomini della Squadra Mobile hanno infatti eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un ragazzo di 17 anni, gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio aggravato in concorso e di porto e detenzione illegale di arma, anch’essi aggravati dalla modalità mafiosa. Il giovane è stato rintracciato presso l’aeroporto di Napoli Capodichino, dove stava rientrando da un viaggio in Spagna. Su di lui pendeva un provvedimento di fermo emesso al termine di una complessa attività investigativa, che lo aveva reso irreperibile nei giorni precedenti.
Il fermo rappresenta il risultato di un articolato lavoro d’indagine coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, e condotto dalla Squadra Mobile Le indagini hanno consentito di ricostruire le fasi e i contorni della sparatoria avvenuta in piazza Carolina, in pieno centro cittadino, uno scenario affollato e simbolico che ha amplificato la gravità dell’episodio. Secondo quanto emerso, un gruppo di giovanissimi provenienti dai Quartieri Spagnoli, ritenuti appartenenti al gruppo dei Percich, avrebbe aperto il fuoco contro coetanei riconducibili a un sodalizio del Pallonetto di Santa Lucia. I
colpi sarebbero stati esplosi ad altezza d’uomo, con una chiara volontà omicidiaria, mettendo a repentaglio non solo la vita degli obiettivi designati ma anche quella dei numerosi passanti presenti in zona.
L’attività investigativa ha portato complessivamente all’identificazione di sette presunti responsabili dell’agguato, delineando uno scontro tra gruppi criminali giovanissimi ma già inseriti in dinamiche tipicamente camorristiche. Un contesto in cui la violenza armata diventa strumento di affermazione e controllo del territorio, anche a costo di trasformare il centro storico in un teatro di guerra. Martedì scorso un altro sviluppo rilevante: Vincenzo Giovanni Percich, 19 anni, si è costituito in carcere. Il giovane è figlio di Salvatore Percich, ritenuto boss dei
Quartieri Spagnoli e legato al clan Mazzarella.
Anche il padre è attualmente detenuto per tentato omicidio, poiché lo scorso ottobre avrebbe ideato un agguato contro un 17enne, considerato responsabile della diffusione di un video che lo ritraeva in atteggiamenti intimi con la figlia sedicenne del boss. Un episodio che, secondo gli investigatori, avrebbe contribuito ad alimentare una spirale di vendette e regolamenti di conti. Il minorenne fermato a Capodichino, invece, apparterrebbe al sodalizio contrapposto a quello dei Percich, confermando l’esistenza di una faida tra gruppi rivali che, nonostante la giovane età dei protagonisti, ripropone schemi e modalità della criminalità organizzata tradizionale.



















