Quirinale: solidarietà, giovani e futuro, Mattarella prepara il discorso agli italiani

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Sergio Mattarella

Sergio Mattarella, dopo aver dovuto rinunciare a diversi appuntamenti tradizionali della fine dell’anno a causa del Covid, si prepara a parlare agli italiani nel classico discorso del 31 dicembre. Il presidente si rivolgerà ai cittadini da una location inedita (è l’ottava volta che la scelta ricade su un posto nuovo, quasi a tradire il desiderio di voler far conoscere, un pezzetto alla volta, a chi lo ascolta anche da lontano “la casa degli italiani”), ‘affacciandosi’ nelle case alle 20.30 in punto dall’ala neoclassica della Palazzina del Quirinale.

Il Capo dello Stato sarà in piedi, come già l’anno scorso davanti alla finestra con alle spalle il tricolore, la bandiera Ue e quella della presidenza della Repubblica, e il suo discorso non sarà lungo. Destinatari delle sue parole saranno, come al solito, “i concittadini”. Nonostante sia saltato, il 20 dicembre scorso, il suo discorso alle Alte cariche dello Stato, non è ai membri del Governo o ai leader dei partiti che Mattarella intende rivolgersi: non ci sarà una riedizione dell’appuntamento mancato, perché è quest’ultimo appuntamento dell’anno il più importante per l’inquilino del Colle.

I temi che Mattarella affronterà non possono che trovare cornice nell’attualità. Dopo due anni caratterizzati dalla pandemia, è la guerra che per la prima volta dopo decenni minaccia l’Europa. Il presidente della Repubblica ha più volte usato parole chiare, di netta condanna “all’aggressione brutale della Federazione russa ai danni dell’Ucraina”, chiedendo alla diplomazia di fare la propria parte nel tentativo di “ristabilire una pace giusta”.

Dal conflitto, è la consapevolezza del Capo dello Stato, discendono diverse condizioni negative: dalla messa in discussione delle “regole sulle quali abbiamo fondato la nostra pacifica convivenza” alla crisi energetica, dall’emergenza alimentare globale all’inflazione e all’aumento dei prezzi che pesano su famiglie e imprese. La risposta a queste crisi che hanno “dimensione e portata globale”, ha ricordato Mattarella pochi giorni fa agli ambasciatori, “per essere efficace non può che articolarsi a livello multilaterale”. Anche a livello nazionale, però, la realtà impone l’agenda delle priorità.

E’ al lavoro che l’inquilino del Colle guarda sempre con attenzione, concentrandosi su chi è in cerca di occupazione, su chi pur avendo una busta paga vive ogni giorno sull’orlo della soglia di povertà, sulle donne e i giovani, ancora troppo indietro. Proprio alle nuove generazioni Mattarella ama rivolgersi nel discorso di fine anno, pronunciando parole che – partendo dai dati di realtà – sappiano anche guardare al futuro. Ecco perché, pur in un periodo difficile dal punto di vista della situazione internazionale, dell’economia e del rispetto dei diritti fondamentali (bistrattati in troppe zone del mondo, a partire dall’Iran dove per il Capo dello Stato la situazione”ha superato ogni limite”), il presidente della Repubblica inviterà tutti e ciascuno ad avere “visione”.

Il futuro, per il Capo dello Stato dovrà avere alcune parole chiave: solidarietà, responsabilità, comunità. In un momento nel quale le diverse crisi si tramutano in tante sofferenze individuali il rischio che ci si chiuda in una dimensione dell’io per i cittadini o del protezionismo per gli Stati va scongiurato. E’ il senso di comunità che può segnare la rinascita.

Quanto alla responsabilità va declinata su tutti i fronti del vivere comune. Non ultimo, c’è da immaginare, quello del Covid. Mattarella è stato costretto in isolamento perché positivo per 15 giorni, pur con sintomi lievi. Adesso le notizie che arrivano dalla Cina invitano a tenere alta la guardia. Perché è con la responsabilità di tutti dimostrata dagli italiani è stato possibile superare la fase più dura della pandemia.(LaPresse)

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