Racket del clan sulla movida di Bagnoli. L’ex affiliato agli Esposito-Nappi e Santagata contro la moglie di ’o scognato: “Decideva zone e quote”

713
Massimiliano Esposito e Matilde Maria Nappi

NAPOLI – I tentacoli dei clan sulla movida. Gestiscono il racket dei parcheggi abusivi nella zona dei locali. Lo raccontano i pentiti. Ma non è tutto. La gestione dei parcheggiatori abusivi serve anche per controllare la zona: un modo per marcare il territorio. È il quadro che emerge dalle rivelazioni del neo collaboratore di giustizia Michele Ortone, 24enne ex affiliato ai clan Esposito-Nappi e Santagata. Al centro delle indagini, il racket dei parcheggi nella zona della movida napoletana nel quartiere Bagnoli, che sarebbe gestito con il pugno di ferro e in stretta collaborazione con la mala di Fuorigrotta, sponda clan Iadonisi.

Ortone punta il dito contro Maria Matilde Nappi, moglie di Massimiliano Esposito, soprannominato lo ‘scognato’ e ritenuto un boss a Bagnoli. La descrive come la mente dietro al racket dei parcheggi a Bagnoli: “Era lei a decidere non solo le zone, ma anche le somme da riscuotere per ogni auto”, racconta il collaboratore di giustizia. Ortone indica il ruolo centrale che la donna avrebbe avuto nella gestione del sistema dei parcheggiatori abusivi. Va detto, si tratta di accuse di un collaboratore di giustizia al vaglio della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le indagini proseguono anche in queste ore per fare luce sul sistema e sull’economia, che ruotano attorno alla movida a Bagnoli. Sarebbero diversi gli interessi dei clan, ma l’attenzione massima – secondo il pentito – è concentrata sul business dei guardamacchine. “Ho fatto parte del clan Esposito-Nappi dal 2018, e poi, da settembre 2023 ad agosto di quest’anno, sono passato ai Santagata di Pianura. Volevo prendermi Pianura perché lì circolavano più soldi che a Bagnoli. A Bagnoli, infatti, mi limitavo a gestire un parcheggio a Coroglio. Ma non ero soddisfatto: non ricevevo abbastanza per le attività che svolgevo lì”. Michele Ortone, 24 anni, detto ‘o biondo ha iniziato a collaborare con la giustizia il 20 ottobre.

Un altro pentito Gianluca Noto, ex uomo di punta del gruppo D’Ausilio, ha raccontato le relazioni tra i clan di Bagnoli e dell’area nord della città. Ha spiegato che “da quando sono uscito nel 2016 escludo che ci sia un legame con esponenti della Masseria Cardone che oggi invece sono legati, come ho già riferito, con i Nappi-Esposito. Il legame tra gli Esposito e i Licciardi è sempre esistito”. Secondo Noto, negli anni passati ci sono state forti contrapposizioni tra i Giannelli e gli Esposito per la gestione dei parcheggi nella zona dell’Arenile. Gli Esposito avrebbero chiesto l’intercessione dei Licciardi della Masseria Cardone a Secondigliano.
I Licciardi avrebbero fatto sponda e costretto i Giannelli a fare un passo indietro per lasciare il sistema dei parcheggi agli Esposito. o comunque a trovare un compromesso. “Sono a conoscenza di ciò perché era il periodo in cui ero ancora in detenzione domiciliare e incontrai in un bar un esponente dei Licciardi con il quale ero stato detenuto a Benevento e mi disse appunto che erano stati chiamati dagli Esposito per trovare una soluzione con Giannelli”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome