Raid nel consorzio Asi a Caserta. Devastato l’Ufficio Protocollo

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Consorzio Asi, raid e ufficio devastato
Consorzio Asi, raid e ufficio devastato

CASERTA – Mentre i partiti sono al lavoro per trovare un’intesa sulla guida del Consorzio di sviluppo industriale Asi, nella sede di Ponteselice viene messo a segno un raid difficile da inquadrare. Le forze politiche che finora hanno sostenuto il presidente Raffaela Pignetti stanno trattando per individuare una sintesi, fermo restando che il mandato dell’attuale presidente può essere prorogato soltanto fino al 30 marzo.

Intanto, la stessa Pignetti ha denunciato pubblicamente un’incursione nell’ufficio protocollo, situato al pianterreno della sede. Gli ignoti si sono introdotti verso le 21.30 di mercoledì sera, forzando prima il cancello esterno e poi il portone, danneggiando il gabbiotto del custode e l’ufficio protocollo.

Il raid è durato poco: è scattato l’allarme e gli intrusi sono fuggiti. Sul posto è intervenuta la Squadra Volante della Questura, che sta compiendo accertamenti insieme alla Squadra Mobile. Saranno visionati i filmati delle videocamere di sorveglianza installate sia all’interno sia all’esterno dell’edificio. Va chiarito se la banda intendesse rubare qualcosa o se l’obiettivo fosse soltanto quello di provocare danni.

«Un episodio grave – commenta Pignetti in una nota – che presenta elementi di evidente anomalia per tempistiche e modalità. L’accaduto si inserisce in una fase particolarmente delicata per il Consorzio Asi di Caserta e per la sottoscritta, caratterizzata da attacchi mediatici e pressioni di diversa natura che stanno colpendo l’Ente e la sua governance. Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte delle autorità competenti. Ogni elemento sarà analizzato con la massima attenzione, senza sottovalutare alcun dettaglio».

«Colpire un ente istituzionale, violandone l’integrità e accedendo a un ufficio nevralgico come quello del protocollo, significa colpire la trasparenza amministrativa, la sicurezza dei dati e il corretto funzionamento della macchina pubblica. È un fatto che desta profonda preoccupazione, anche alla luce dell’orario in cui l’azione si è verificata, in una fascia temporale in cui talvolta mi trattengo in ufficio. Caserta non può diventare terra di nessuno. Le istituzioni devono essere presidiate e tutelate, soprattutto quando svolgono un ruolo strategico per lo sviluppo industriale e la legalità del territorio».

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