Referendum, il fronte del SI. Imparato: “Chi sbaglia paga, anche i magistrati. Avremo un Csm libero dalle correnti”

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Annalisa Imparato
Annalisa Imparato

CASERTA – Il clima è teso e il confronto si fa sempre più acceso a pochi giorni dal referendum che, domenica e lunedì, porterà gli italiani alle urne sulla riforma della giustizia. Un voto che divide, dentro e fuori la magistratura: da un lato chi vede nel cambiamento un’occasione per rafforzare il sistema, dall’altro chi teme un indebolimento delle garanzie. Nel dibattito interviene anche Annalisa Imparato, sostituto procuratore presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere. La magistrata si schiera per il Sì senza mezzi termini e rivendica la necessità di interventi puntati su specializzazione, responsabilità e superamento del peso delle correnti.

La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistratura giudicante viene presentata come uno strumento per rafforzare l’imparzialità di chi è chiamato a decidere. Dottoressa Imparato, non teme però che questa scelta possa accentuare una cultura dell’accusa e ridurre il ruolo di garanzia del pm?
Guardi, l’opposto. Chi non crede in questa riforma, a differenza mia, non ha molta fiducia nei colleghi in modo generalizzato. Con il passaggio della riforma e dunque la separazione delle carriere si avranno concorsi e percorsi di formazione ben distinti, proprio per ridurre al minimo gli errori grazie alla specializzazione. Il pm e il giudice non dovranno avere più punti di cointeresse legati alle elezioni del Csm.

Considerato che i passaggi tra funzioni requirenti e giudicanti sono già oggi molto rari, perché si è ritenuto necessario intervenire a livello costituzionale?
Non a caso si dice ‘la vastità del diritto’ e mi spiego. Se lei fosse accusato di omicidio, andrebbe da un penalista o da un tributarista?
Un penalista, ovvio.
Lo stesso vale per i magistrati. E allora sa perché adesso cambiano a cuor leggero funzione? Perché sanno che, se sbagliano, oggi i danni che causano sono pagati dagli italiani. Ma uno che ha fatto sempre il pubblico ministero si può alzare la mattina e avere la presunzione di fare il giudice civile?

C’è chi teme che un pubblico ministero ‘separato’ possa subire maggiori pressioni esterne. Perché questo non rischia di indebolire l’obbligatorietà dell’azione penale?
Ma il codice penale non cambia di una virgola. L’indebolimento della giustizia lo sa quando si ha? Quando la dea della giustizia si toglie la benda e inizia a vedere. Quando si minaccia qualcuno sfruttando il ruolo, quando si sventolano le manette e poi, a fine carriera, puntualmente, per molti forcaioli, spuntano pagine meno gloriose. Però mi lasci analizzare questo dato: quasi sempre, quando vanno in pensione, le indagini preliminari risultano tra le più lunghe della storia.

Il sorteggio dei componenti dei futuri Consigli superiori della magistratura viene indicato come un rimedio al peso delle correnti. Come si concilia questo meccanismo con l’esigenza di garantire competenza ed esperienza negli organi di autogoverno?
Ma oggi chi va al Csm e viene dalle correnti lo sa cosa sa fare? Io ho partecipato negli anni a qualche riunione. Lei crede che chi fosse lì avesse esperienza ordinamentale o che fosse tra i migliori ad aver tessuto reti relazionali? Se poi per lei avere esperienza ordinamentale significa prenotare alberghi, organizzare transfer per gli aeroporti e sorridere alle battute dei potenti capi, è un altro discorso. Funzionerà come sempre nella vita.

Cioè?
Chi andrà al Csm da sorteggiato imparerà, come avviene per tutti gli organismi di gestione. Pensi agli Stati maggiori delle Forze armate, ai ministeri: i colleghi che sono lì non è che abbiano fatto formazione o corsi specifici, hanno imparato.

La riforma prevede l’istituzione di un’Alta corte disciplinare autonoma. In che modo questo organismo dovrebbe rafforzare l’imparzialità del sistema disciplinare e rendere più efficace il meccanismo delle responsabilità dei magistrati senza indebolire l’autonomia della magistratura?
L’Alta corte farà solo disciplina, si specializzerà e non sarà legata a doppio filo al Csm: avranno due vite diverse. Oggi chi ha la sponda al Csm ha tutto.

Si spieghi
Concorsi? Ce li ho. Disciplina? Ce l’ho. Sedi da assegnare? Ce le ho. Avanzamenti? Ce li ho. Ora andiamo in negativo. Sono il miglior giudice, sarei un grande presidente di tribunale, non ho la sponda nel Csm perché non mi interessa la vita associativa: sono destinato a morire? Io, cittadino, devo essere giudicato o indagato da chi fa più aperitivi o congressi in giro per l’Italia, o da chi lavora duramente, non è legato a orientamenti dal centro ed è un ‘mostro’ di diritto e una persona equilibrata?

Quali effetti pratici può produrre questa riforma nello svolgimento di un processo penale? Può contribuire anche a ridurre il rischio di errori giudiziari o di processi sbilanciati verso l’accusa?
Questa riforma ha un punto nodale: la responsabilità diretta. Se sbagli, come accade in tutto il mondo, paghi. Scommettiamo che, se lei avesse la possibilità di pagare di tasca propria, porrebbe maggiore attenzione a tutto quello che fa?

Nel dibattito pubblico recente si sono registrate tensioni tra politica e magistratura. Ritiene che questo clima possa influire sulla percezione di indipendenza della giustizia da parte dei cittadini?
Guardi, ritengo, condotte alla mano, che dietro migliaia di colleghi eccellenti, preparati e bravi, ci sia una parte ideologizzata che fa opposizione. Ma lo vedo su di me. Mi viene da ridere: colleghi che mi inviano post di altri colleghi che io conosco, fomentatissimi contro di me, che inneggiano via social alle loro eccelse caratteristiche e, come nella migliore delle tradizioni democratiche, infangano gli altri che non la pensano come loro. Se solo sapessero, i cosiddetti ‘fomentati’, di essere tra coloro che sono stati annoverati dai loro stessi colleghi sostenitori del No tra i nomi ai quali mai affiderebbero un Csm sorteggiato, perché non ritenuti particolarmente stabili. Questa acredine fa capire molto, e mi spiego.

Prego
Può avere tutta l’importanza del mondo questo referendum, e ci mancherebbe, ma gli atteggiamenti umani e di arroganza di alcuni magistrati dovrebbero far riflettere molto più i cittadini e far pensare loro che, se a porte aperte si atteggiano in questo modo, a porte chiuse cosa fanno? Gli italiani hanno bisogno dei magistrati, sono fondamentali, ma di quelli equilibrati: non abbiamo bisogno di moralizzatori, di moderni Savonarola che gridano – sugli altri e non su se stessi – ‘al rogo’.

A pochi giorni dal voto, quale messaggio sente di rivolgere agli elettori ancora indecisi per spiegare le ragioni del Sì?
In queste ore lo sapete cosa ha generato un mal di pancia enorme in alcuni della casta? La questione dei concorsi in magistratura, e i motivi sono ovvi. Ma i colleghi magistrati devono pensare che non sono più ‘genitori’ degli altri. Ho semplicemente commentato il video di un professore di Napoli, membro della commissione concorsuale della magistratura, che ha descritto una condotta gravissima delle correnti nel votare le tracce dei temi. Ora, se provata – ma non ho visto smentite del Csm – capite cosa voglia dire? Noi magistrati, in materia concorsuale, arrestiamo centinaia di persone. La risposta è che, con il Sì, questa ingerenza non ci sarà, perché le correnti non esisteranno e, nel caso di condotte difformi, i colleghi se la vedranno con l’Alta corte e non con i colleghi della stanza accanto del Csm. Per cui vorrei un’Italia più giusta e, forse, è il tempo che ogni sessant’anni circa, se non meritato, non si ripetano gli stessi cognomi in un’istituzione, perché l’Italia è degli italiani e non una proprietà privata.

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