CASERTA – A Caserta nel centrodestra campano non volano solo gli stracci, ma anche identità politiche sempre più sbiadite. Quelle che un tempo distinguevano nettamente i partiti della coalizione oggi appaiono confuse, travolte da personalismi, lotte interne e competizioni per incarichi. Una dinamica locale che riflette una crisi più ampia a livello nazionale, dove le forze del centrodestra sembrano aver perso parte del loro radicamento politico e sociale.
A fotografare questo smarrimento è stata anche Francesca Pascale, intervenuta a Palermo durante un incontro sul referendum per il sì. Nel suo intervento ha criticato Forza Italia, sottolineando come una parte significativa del suo elettorato non si riconosca più nel partito. Un attacco che coinvolge anche figure storiche come Maurizio Gasparri e che si inserisce in un momento particolarmente delicato per la coalizione in Campania.
La tensione è evidente soprattutto in Consiglio regionale, dove il centrodestra non riesce a trovare un accordo neppure sulla nomina del capo dell’opposizione. Da una parte c’è Forza Italia, dall’altra l’asse formato da Fratelli d’Italia e Lega. Al centro dello scontro il nome di Gennaro Sangiuliano, sostenuto da Fratelli d’Italia e Lega come successore di Edmondo Cirielli, ma osteggiato dagli azzurri.
Il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha ribadito la sua linea: la guida dell’opposizione dovrebbe spettare a chi ha ottenuto più voti, proponendo il nome di Massimo Pelliccia. Tuttavia, i numeri sembrano favorire Sangiuliano, che potrebbe contare su una maggioranza più ampia grazie all’appoggio dei gruppi minori.
Lo scontro si è acceso ulteriormente sulla distribuzione delle commissioni consiliari. Le presidenze della Trasparenza e dell’Anticamorra sono andate rispettivamente a Francesco Iovino e Vincenzo Santangelo, ma sulle altre nomine è esploso il conflitto. Forza Italia rivendicava maggiore peso dopo il passaggio del consigliere Mimì Minnella dalla Lega, ma gli equilibri non sono cambiati come previsto.
Il punto di rottura è arrivato con l’elezione alla commissione su bradisismo e grandi eventi, dove Fratelli d’Italia e Lega hanno sostenuto il leghista Massimo Grimaldi, provocando l’uscita dall’aula dei consiglieri di Forza Italia. Successivamente, la presidenza della commissione sulla violenza di genere è stata assegnata a Susy Panico, esponente azzurra, ma il gesto non è bastato a ricucire lo strappo.
Martusciello continua a contestare un accordo che escluda Forza Italia, rivendicando il peso numerico del partito rispetto alla Lega. Da parte leghista, però, si insiste sul nome di Sangiuliano come profilo più adatto, anche in base agli equilibri nazionali della coalizione. Il risultato è un centrodestra campano senza una guida condivisa, sempre più segnato da rivalità interne e difficoltà a presentarsi come un’alternativa politica coesa, dove le dinamiche di potere sembrano prevalere sulla visione politica.



















