Rione Sanità, frizioni tra i Savarese e i Sequino. I Vastarella si rifanno subito sotto

183
Salvatore Savarese e Salvatore Sequino

NAPOLI – Nel Rione Sanità si riaccendono tensioni che da settimane agitano gli equilibri criminali del quartiere. Al centro delle frizioni ci sarebbero i rapporti sempre più stretti tra il gruppo dei Sequino e i Pellecchia, una saldatura che – secondo quanto trapela da ambienti investigativi – avrebbe incrinato l’asse con i Savarese, storicamente attenti a mantenere un profilo di controllo meno esposto e funzionale agli affari. La miccia sarebbe rappresentata proprio dai metodi attribuiti ai Pellecchia, ritenuti eccessivamente sanguinolenti e dunque destabilizzanti per un’area che, negli ultimi anni, aveva trovato un fragile equilibrio. Un equilibrio fondato su patti non scritti, su confini rispettati e su una gestione degli affari capace di evitare clamori e interventi repressivi troppo incisivi. L’innesto di pratiche violente, invece, avrebbe attirato attenzioni indesiderate e messo a repentaglio flussi economici consolidati, dal controllo delle piazze di spaccio alle estorsioni “a basso profilo”.

E’ in questo contesto che si colloca il raffreddamento dei rapporti tra Savarese e Sequino. I primi guarderebbero con crescente sospetto alle scelte dei secondi, giudicate avventate e poco lungimiranti. La preoccupazione principale sarebbe quella di una reazione a catena: più violenza significa più controlli, più arresti, più instabilità. Un prezzo che non tutti sono disposti a pagare. Le tensioni interne aprono però spazi inattesi. A farsi nuovamente avanti, infatti, sarebbero i Vastarella, nome che nel rione Sanità evoca vecchie stagioni di dominio e successive battute d’arresto. Al momento, il gruppo disporrebbe di uomini e mezzi inferiori rispetto ai rivali, ma starebbe tentando di sfruttare le crepe aperte tra gli altri schieramenti per ritagliarsi margini di manovra.

Piccoli segnali, movimenti cauti, contatti riallacciati: una strategia attendista, in attesa che lo scontro tra gli altri produca spazio.
Secondo osservatori attenti alle dinamiche del quartiere, la fase attuale è una delle più delicate degli ultimi anni. Nessuno sembra intenzionato a uno scontro frontale immediato, ma la somma di diffidenze, alleanze scomode e ambizioni mai sopi- te rischia di trasformare la tensione latente in qualcosa di più concreto. Il rione Sanità, già segnato da fragilità sociali profonde, si ritrova così ancora una volta ostaggio di giochi di potere che poco hanno a che fare con la vita quotidiana dei residenti. Le forze dell’ordine monitorano con attenzione l’evolversi della situazione, consapevoli che i mutamenti negli assetti criminali spesso precedono fiammate improvvise. La speranza è che le rivalità restino confinate a manovre silenziose. Il timore, invece, è che la scelta di alzare il livello dello scontro, come già accaduto in passato, finisca per travolgere non solo gli affari, ma l’intero quartiere.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome