Roma non ha deciso: Zannini “esiliato” ma non ancora sospeso dal consiglio regionale

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Giovanni Zannini
Giovanni Zannini

NAPOLI – Nella seduta di ieri la giunta delle elezioni ha esaminato anche il caso del consigliere Giovanni Zannini (Forza Italia), colpito da divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe, misura confermata pochi giorni fa dal tribunale del Riesame. Il Consiglio dei ministri dovrebbe quindi decretarne la sospensione, ma fino a ieri non lo aveva ancora fatto (peraltro la premier Giorgia Meloni è all’estero) e verosimilmente provvederà nella prossima seduta. Al momento, quindi, Zannini resta in carica, ma ovviamente non potrà partecipare alla seduta di oggi, né intende chiederlo (avrebbe potuto ad esempio collegarsi in videoconferenza). Il motivo del provvedimento, infatti, è proprio quello di impedire l’attività politica che, secondo l’accusa, sarebbe stata esercitata violando la legge. Il presidente dell’assemblea Massimiliano Manfredi si limiterà quindi a dichiarare Zannini assente ai lavori.

L’inchiesta della Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ruota attorno al progetto per la costruzione del caseificio Spinosa a Cancello e Arnone, presentato dagli imprenditori Griffo: Zannini sarebbe intervenuto nella procedura per sbloccarla. Serviva infatti la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), ritenuta requisito indispensabile per la compatibilità del progetto con la normativa ambientale. In particolare, viene contestata la questione dell’assoggettabilità a Vinca del progetto. In realtà, ribatte la difesa, non c’era bisogno che il consigliere regionale intervenisse: al massimo ci sarebbe stato un interessamento per chiedere agli uffici regionali di rivalutare gli elementi della concessione. Oltretutto, sostiene la difesa, se la Regione Campania riteneva sbagliata la concessione avrebbe dovuto chiedere al Comune di Cancello e Arnone l’annullamento in autotutela, ma non l’ha fatto. Durante l’istruttoria, il Dipartimento regionale Valutazioni ambientali aveva evidenziato, con note del 28 ottobre 2022 e del 4 maggio 2023, la necessità per gli imprenditori di presentare la Valutazione.

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