S. Maria C.V., rogo e minacce a una frutteria per piegare la concorrenza: 4 rischiano il rinvio a giudizio

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Il rogo in via del Lavoro (foto del sito Casertanews)
Il rogo in via del Lavoro (foto del sito Casertanews)

S. MARIA CAPUA VETERE – Un incendio doloso per colpire un’attività commerciale concorrente e una serie di minacce per intimidire un dipendente. È questo il quadro delineato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha chiuso le indagini nei confronti di quattro persone, ora chiamate a difendersi dalle accuse contestate dal pm Domenico Verde. Sotto inchiesta ci sono Elkeshk Mohamed Nabil Abdelhakim, 27enne egiziano difeso dall’avvocato Vincenzo D’Angelo; Giuseppe Vetrella, 40enne di Macerata Campania, assistito dall’avvocato Domenico Quintiliano; Hossam Elsouky Mohamed, 25enne residente a Santa Maria Capua Vetere, rappresentato dall’avvocato Anna Maria Ferriero; e Maria Rosaria Di Benedetto, 43enne, anche lei della città del Foro, attualmente detenuta per altra causa, difesa dall’avvocato Ferriero.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro avrebbero agito in concorso appiccando il fuoco, mediante materiale infiammabile, alle pedane, alla serranda e ai muri esterni, danneggiando anche parte dell’impianto elettrico e della videosorveglianza del negozio ‘I Cavalieri della Frutta’ in via del Lavoro. L’episodio risale al 30 giugno 2025 e avrebbe provocato un incendio con danni all’attività.

A carico di Elkeshk viene contestato anche un secondo episodio: avrebbe minacciato un dipendente dell’attività intimandogli di non distribuire volantini pubblicitari del negozio e arrivando a prospettare il rogo dell’autolavaggio del cugino. Una condotta ritenuta dagli investigatori finalizzata a ostacolare l’attività commerciale concorrente.

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, avvenuta nelle scorse settimane, gli indagati – da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna – hanno potuto presentare memorie difensive, produrre documenti o chiedere di essere interrogati. Ora la Procura potrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio.

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