Scacco al clan Amato-Pagano: smantellata la piazza di spaccio della “Trentatre” a Scampia, 28 arresti

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

NAPOLI – Alle prime luci dell’alba di oggi, 27 gennaio 2026, le strade di Scampia sono state nuovamente teatro di una vasta operazione anticamorra. La Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Napoli, ha inferto un durissimo colpo al clan Amato-Pagano, smantellando una delle sue più fiorenti piazze di spaccio. Il bilancio è di 28 persone raggiunte da un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Per 24 di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre per altri 4 sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’accusa, pesantissima, è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del numero di associati superiore a dieci e, per cinque soggetti di spicco, del metodo mafioso.

L’indagine, coordinata dalla DDA e condotta con meticolosità dalla Squadra Mobile di Napoli, affonda le sue radici nella primavera del 2022. A innescarla, le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha squarciato il velo di omertà sulla cosiddetta “Trentatre”, l’ex lotto SC3 di via Arcangelo Ghisleri, trasformato in un supermarket della droga a cielo aperto. Qui, secondo il “pentito”, il clan degli “Scissionisti” gestiva un imponente traffico di kobret e cocaina. Le attività investigative, fatte di intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, hanno non solo confermato le rivelazioni, ma hanno dipinto il quadro di un’organizzazione criminale strutturata come una vera e propria azienda.

Il sodalizio non si limitava alla vendita al dettaglio nella roccaforte di Scampia. Aveva messo in piedi un sistema capillare che includeva l’approvvigionamento all’ingrosso della droga e un efficiente servizio di “delivery”, con consegne a domicilio o su appuntamento nei quartieri di Chiaiano, Miano e Colli Aminei, a dimostrazione di una chiara volontà espansionistica.

La struttura era rigidamente piramidale. Al vertice, due pluripregiudicati con precedenti specifici, figure chiave che agivano da promotori, organizzatori e finanziatori dell’intero business. Sotto di loro, una rete di sodali con ruoli ben definiti: i custodi della sostanza, incaricati di nascondere la droga in luoghi sicuri; gli addetti allo stoccaggio e al confezionamento delle dosi; i “rifornitori”, che facevano la spola per approvvigionare la piazza e i pusher su strada. A governare l’attività quotidiana sulla “Trentatre” c’erano tre capi-piazza, che si alternavano secondo precise turnazioni orarie, garantendo operatività h24. La base della piramide era composta da una schiera di pusher e pali-vedette, pedine intercambiabili pronte a vendere o a dare l’allarme in caso di arrivo delle forze dell’ordine.

Le indagini hanno anche documentato la violenza endemica che regola gli equilibri tra i clan. Nell’agosto del 2022, membri del clan di “Abbasc Miano”, una costola dei Lo Russo, effettuarono una “stesa” plateale, esplodendo numerosi colpi d’arma da fuoco contro esponenti di spicco della piazza della “Trentatre”. Un avvertimento di piombo, scatenato dalla colpa di aver “invaso” con i loro affari il territorio di competenza del clan rivale.

Una parte significativa dei proventi illeciti, come emerso dalle investigazioni, era destinata al cosiddetto “mantenimento”: il sostegno economico alle famiglie dei membri del clan detenuti, un sistema di welfare criminale fondamentale per assicurarsi lealtà e silenzio.

L’operazione odierna ha visto un imponente dispiegamento di forze. Gli arresti sono stati eseguiti non solo a Napoli e provincia, ma anche in altre regioni. Alcuni dei destinatari sono stati raggiunti dal provvedimento direttamente in cella, trovandosi già ristretti nelle carceri di Poggioreale, Secondigliano, Bellizzi, Carinola, Ascoli Piceno e Ancona. Durante le perquisizioni, sono stati rinvenuti e sequestrati circa 100.000 euro in contanti, ritenuti provento del traffico di droga. Al blitz hanno partecipato il Commissariato di Scampia, i Reparti Prevenzione Crimine, le Unità Cinofile e la Polizia Scientifica, dotata di sofisticate attrezzature per la ricerca di armi e stupefacenti. Si precisa che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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