CASERTA – L’Asl sta acquistando nuove barelle per consentire alle ambulanze di spostarvi i pazienti in attesa di posti letto all’arrivo in ospedale e poter così riprendere servizio più velocemente. E per il 31 maggio dovrebbero essere terminati sei case di comunità e un ospedale di comunità. Lo ha dichiarato ieri il direttore generale dell’azienda sanitaria Antonio Limone, nella conferenza stampa tenuta nella sede di via Unità italiana insieme al direttore sanitario Domenico Perri e alla direttrice amministrativa Genoveffa Vitale. A tenere banco i problemi del servizio di emergenza, esposti dal responsabile del servizio 118 Domenico Piperno: le 23 ambulanze a disposizione non possono essere tutte dotate di medico a bordo, quindi si fa ricorso alle auto mediche che, nonostante il nome, spesso hanno solo l’infermiere a bordo, a causa della difficoltà a trovare medici intenzionati a lavorare sul pronto soccorso. Piperno sta cercando comunque di avere almeno il 50 per cento di auto medicalizzate. A dicembre, ha detto Piperno, è stato avviato il concorso per medici da impiegare nell’emergenza e si spera di attrarre i casertani che adesso lavorano in altre Asl. Ad ogni modo, l’infermiere che lavorano sulle auto mediche è “specializzato per il soccorso 118 e non lo lasciamo mai solo, è abilitato alle manovre rianimatorie ed è in collegamento con il medico di centrale per la somministrazione dei farmaci”. L’azienda si occuperà inoltre di formare gratuitamente i dipendenti delle associazioni di volontariato che lavorano con l’Asl.
Limone ha dapprima negato la chiusura del servizio di Terapia del Dolore presso il distretto sanitario 14 di Teano, ma poi lo stesso dirigente di distretto Salvatore Moretta ha ammesso che fino a lunedì la struttura non è attiva perché un medico è in ferie. Limone, che si è dichiarato all’oscuro della situazione, ha assicurato (non senza qualche momento di tensione con la stampa che aveva segnalato il disservizio) che da oggi il servizio riprenderà. L’occasione della conferenza stampa era il nuovo progetto per la presa in carico dei pazienti oncologici: il responsabile del Cup Giustino Pignata ha annunciato un progetto pilota per prendere in carico il paziente oncologico per tutta la parte delle prescrizioni: “L’oncologo prescrive tutta la parte diagnostica che deve effettuare il paziente e la passa a uno sportello dedicato che effettua le prenotazioni e le invia al paziente tramite mail o telefono”.
Il progetto è attivo per le 4 unità oncologiche dei presidi ospedalieri ma sarà esteso anche ai distretti. Limone ha sostenuto che gli
accessi impropri al pronto soccorso diminuiranno. Potenziare i servizi di emergenza però, “non vuole dire mettere un reparto doppione a 10 minuti di auto da un altro, pretendere il pronto soccorso sotto casa è una sciocchezza”. Da agosto scorso sono state assunte 265 unità, “65 medici, il resto infermieri”, ma proprio in questi giorni l’Asl ha avuto dalla Regione 74 medici di famiglia su un’esigenza di 106. Un problema a parte è quello del pronto soccorso di Aversa, che ha 2-300 accessi a notte, con pazienti da centri come Frattamaggiore, Secondigliano, Giugliano. Il Moscati, nota Limone, “è un ospedale di primo livello, ma di fatto è di secondo livello: in Campania solo il Cardarelli ha più accessi”, ma con 800 posti letto contro i 160 della struttura aversana. L’Asl sta studiando hub specialistici dove “dirottare” pazienti a seconda
delle patologie, per “evitare soggiorni inappropriati”.
Il problema del personale insufficiente, secondo il direttore generale, non si fa sentire solo nell’emergenza: “Quando offriamo il lavoro presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, medici e infermieri rinunciano”. Il dg ha vantato anche il nuovo metodo di lettura della dispersione di sostanze tossiche nell’atmosfera e reso noto che l’altro ieri è stato fermato un allevamento di bufale con valori di diossina più alti del consentito.



















