ROSOLINA (ROVIGO) – Resta appeso a un filo di speranza il destino di uno dei sei feriti nel terrificante schianto frontale avvenuto lo scorso 5 aprile sulla Strada Provinciale 65. A cinque giorni dal dramma, mentre la comunità di Rosolina è ancora sotto shock, gli inquirenti lavorano senza sosta per ricostruire l’esatta dinamica di un incidente che ha trasformato un tranquillo pomeriggio di primavera in un inferno di lamiere contorte e sirene spiegate.
Erano da poco passate le 15 di venerdì quando, per cause ancora al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Chioggia, due automobili si sono scontrate frontalmente lungo un rettilineo della SP65, un’arteria stradale purtroppo non nuova a simili tragedie. L’impatto, violentissimo, ha accartocciato i musi delle due vetture, proiettando detriti sull’asfalto per decine di metri e intrappolando gli occupanti all’interno degli abitacoli deformati. La scena che si è presentata ai primi soccorritori è stata agghiacciante: un groviglio di metallo da cui provenivano le richieste d’aiuto dei feriti.
L’allarme, scattato immediatamente, ha fatto convergere sul posto un imponente dispiegamento di forze. Le squadre dei Vigili del Fuoco, giunte dal distaccamento di Adria, hanno lavorato per quasi due ore con cesoie e divaricatori idraulici per estrarre, con estrema cautela, le persone incastrate, affidandole poi alle cure del personale sanitario del SUEM 118, presente con diverse ambulanze e l’elisoccorso.
Il bilancio finale è di sei persone coinvolte. Cinque di esse, dopo le prime cure sul posto, sono state trasportate con codici di media e bassa gravità negli ospedali di Rovigo e Adria. Le loro condizioni, seppur serie, non desterebbero particolari preoccupazioni. Ben più critico, invece, è apparso sin da subito il quadro clinico di un sesto ferito. Stabilizzato sul luogo dell’incidente, l’uomo è stato caricato d’urgenza sull’elicottero “Leone 1” e trasportato in codice rosso all’ospedale di Padova. Ricoverato nel reparto di rianimazione, la sua prognosi resta riservata e lotta tra la vita e la morte.
Mentre i sanitari si occupavano dei feriti, i Carabinieri hanno eseguito i rilievi planimetrici e fotografici necessari a definire le responsabilità. La strada provinciale è rimasta chiusa al traffico per oltre tre ore, con pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, per consentire le operazioni di soccorso, la rimozione dei veicoli e la messa in sicurezza del manto stradale. Al momento, nessuna ipotesi è esclusa: dall’alta velocità a una distrazione fatale, forse l’uso di un cellulare alla guida, fino a un sorpasso azzardato o a un malore improvviso di uno dei due conducenti. Saranno le perizie tecniche sui veicoli e l’analisi dei segni di frenata a fornire le prime risposte concrete a una Procura che, con ogni probabilità, aprirà un fascicolo per lesioni stradali gravissime. La tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza di quel tratto di provinciale, mentre un’intera comunità attende con il fiato sospeso notizie confortanti da Padova.


















