Secondigliano, stupefacenti dalla Spagna e dall’Olanda: condanne per il gruppo del narcos Carbone

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Giovanni e Mario Cortese
Giovanni e Mario Cortese

NAPOLI – Arrivano le condanne in Appello per i presunti componenti di un gruppo specializzato nell’importazione di ingenti quantitativi di droga dalla Spagna e dall’Olanda. Sono state inflitte pene pari a 13 anni e quattro mesi di reclusione per Giovanni Cortese, detto “‘o cavallaro”, indicato dagli inquirenti come uno storico esponente dei Di Lauro, e 14 anni per Salvatore Della Monica. Michele Nacca, invece, passa da una condanna di 10 anni e otto mesi a 8 anni di reclusione.

Nacca è difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Domenico Dello Iacono, mentre Cortese era assistito dagli avvocati Leopoldo Perone e Claudio Davino. Giuseppe Rocco, infine, passa da 8 anni a 4 anni e nove mesi di reclusione, con il riconoscimento delle attenuanti generiche e della continuazione con altri reati; è difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la droga arrivava dalla Spagna e dall’Olanda e seguiva due direttrici principali: una verso i quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, l’altra verso Secondigliano. Gli investigatori hanno inoltre individuato un ulteriore canale di approvvigionamento in Calabria. Le indagini si sono concentrate su due gruppi distinti, ma tra loro collegati, attivi nel traffico di stupefacenti.

Determinante per l’indagine è stato il monitoraggio del narcotrafficante Bruno Carbone, oggi collaboratore di giustizia, arrestato nel 2021. All’epoca dei fatti risiedeva a Dubai, da dove comunicava tramite chat criptate. A violare la sicurezza dei dispositivi sono state le polizie di Francia e Olanda. Un ulteriore elemento chiave è emerso da un’intercettazione del giugno 2021, nella quale un uomo di origini albanesi si confrontava con un connazionale appena arrivato a Napoli sulle modalità di trasporto della droga e sui rischi legati ai controlli con cani antidroga. Nel corso della conversazione, i due sostenevano che i container fossero più sicuri per il trasporto, arrivando ad affermare che solo “sotto acqua è al 100%” sicuro.

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