Spari al rione Sanità, si stringe il cerchio intorno al commando che ha assalito 2 giovani

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Da sinistra Raffaele Pillo e Antonio Martusciello

NAPOLI – Proseguono senza sosta le indagini della Squadra Mobile sulla sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel rione Sanità, uno degli episodi più gravi registrati negli ultimi mesi nel quartiere. Due giovani di 19 e 20 anni sono rimasti feriti dopo essere stati avvicinati da persone a bordo di uno scooter che hanno aperto il fuoco a bruciapelo in vico Lammatari, nel cuore della zona. L’agguato è avvenuto poco dopo le 3 del mattino, in un contesto che gli investigatori descrivono come estremamente violento. Il ferito più grave è Raffaele Pillo, 19 anni, residente a Giugliano. Il giovane è stato colpito da un proiettile al torace con interessamento dorsale. Soccorso in condizioni critiche, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove i sanitari lo hanno stabilizzato al pronto soccorso prima del trasferimento nel reparto di Rianimazione. Le sue condizioni restano gravissime e, secondo quanto trapela dall’ambiente sanitario, il ragazzo è in pericolo di vita. Meno preoccupanti, ma comunque serie, le condizioni dell’altro giovane ferito, Antonio Martusciello, 20 anni, residente nel rione Sanità e cugino del boss Antonio Genidoni. Il ragazzo ha riportato una ferita da arma da fuoco al terzo medio del braccio sinistro, con foro di ingresso e foro di uscita. Anche lui è stato trasportato al Pellegrini, dove è stato medicato e dimesso intorno alle 6 del mattino. Tuttavia, a causa del forte dolore persistente, è tornato in ospedale alcune ore dopo, verso le 10, rimanendo in osservazione.

Le indagini sono ora concentrate sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle strade limitrofe e lungo le possibili vie di fuga. Gli investigatori stanno esaminando ogni dettaglio utile e, secondo indiscrezioni, sarebbero già emersi frame ritenuti decisivi per risalire all’identità dei responsabili. Il commando che ha fatto fuoco potrebbe dunque avere le ore contate. Sul movente restano aperte diverse ipotesi. La pista principale porta a contrasti tra piccole bande locali composte da ragazzi e giovanissimi, una dinamica che negli ultimi mesi sembra essersi intensificata in tutta l’area. Lo scenario in cui è maturato il ferimento appare simile a quello di una vera e propria guerriglia urbana, con numerosi colpi esplosi in pochi istanti. I due giovani colpiti si trovavano probabilmente in sella a uno scooter al momento dell’agguato.

Durante la sparatoria è stato raggiunto anche il lunotto posteriore di una Smart parcheggiata lungo la strada, segno della violenza e della pericolosità dell’azione. Resta comunque sul tavolo anche l’ipotesi di un agguato mirato, che gli investigatori non escludono alla luce dei
legami familiari e delle tensioni presenti nel quartiere. Il rione Sanità e le aree limitrofe vivono da mesi una fase di forte instabilità, con
una crescente tensione tra gruppi di giovani e una scia di episodi di violenza armata che continuano a destare allarme tra i residenti e le forze dell’ordine.

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