MONDRAGONE – Stop per venti giorni al bar Zanzibar. Il questore di Caserta, Andrea Grassi, ha disposto la sospensione della licenza dell’esercizio commerciale, ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il provvedimento arriva al termine di un’attività istruttoria avviata dai militari dell’Arma del Reparto di Mondragone, che hanno segnalato il locale come teatro di episodi ritenuti particolarmente gravi e come abituale punto di ritrovo di persone con precedenti penali o di polizia. Secondo quanto ricostruito negli atti, il bar avrebbe nel tempo rappresentato un contesto capace di alimentare criticità costanti sotto il profilo dell’ordine pubblico, tanto da rendere necessario un intervento immediato e cautelativo.
Al centro del decreto firmato dal questore c’è soprattutto quanto accaduto nella notte del 10 gennaio scorso. In quell’occasione, secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, davanti o nelle immediate vicinanze del locale si verificò un grave episodio con l’uso di armi da fuoco. Due uomini, identificati dai militari e risultati uno pluripregiudicato e l’altro con precedenti penali e di polizia, sarebbero stati coinvolti in una discussione per futili motivi con un socio-dipendente del bar, relativa al pagamento di vincite ai monopoli. Durante la fuga, i due vennero raggiunti da colpi di pistola che, fortunatamente, colpirono l’auto senza provocare feriti.
Un fatto pesantissimo, che ha riacceso i riflettori sul bar Zanzibar. Nelle carte della Questura si evidenzia infatti come il locale fosse già finito più volte all’attenzione delle forze dell’ordine. Tra gli episodi citati figurano interventi per persone in escandescenza davanti al locale, segnalazioni di cittadini e precedenti fatti di sangue o comunque legati alle armi. In particolare, viene ricordato il ferimento di un uomo, avvenuto all’interno del bar nel giugno del 2019, sempre con colpi d’arma da fuoco. Un altro episodio risale al marzo dello stesso anno, quando un socio e dipendente venne arrestato perché trovato in possesso di una pistola con munizioni custodita irregolarmente in un’auto di sua proprietà.
Nel decreto si dà conto anche di ulteriori elementi raccolti dai carabinieri durante i controlli. Secondo gli accertamenti, il bar sarebbe frequentato abitualmente da soggetti con precedenti e da persone dedite all’uso smodato di alcolici. Un quadro che, sempre secondo gli atti, contribuirebbe a creare un concreto pericolo per la sicurezza pubblica e ad alimentare un diffuso clima di preoccupazione tra i residenti e i frequentatori della zona.
Non solo. Nel corso dell’intervento del 10 gennaio, i militari avrebbero riscontrato anche la presenza di una persona impiegata come barista senza essere regolarmente assunta, circostanza che ha portato alla segnalazione agli uffici competenti per gli approfondimenti sul lavoro nero. Anche questo elemento è stato inserito nel quadro complessivo valutato dalla Questura.
Le forze dell’ordine hanno richiamato inoltre precedenti controlli e frequentazioni che, secondo la valutazione dell’autorità di pubblica sicurezza, rafforzano la convinzione che il locale abbia continuato nel tempo a rappresentare un punto di aggregazione per soggetti ritenuti pericolosi o comunque problematici sotto il profilo dell’ordine pubblico. Da qui la decisione del questore di procedere senza attendere ulteriormente, ritenendo prevalente l’esigenza di tutela immediata della collettività rispetto all’interesse del privato.
Contro il decreto è possibile presentare ricorso gerarchico al Prefetto di Caserta entro trenta giorni oppure ricorso al Tar della Campania entro sessanta giorni. Intanto, però, per il bar Zanzibar è arrivato il provvedimento più duro: serrande abbassate per quasi tre settimane, nel tentativo di riportare sotto controllo un’area finita negli ultimi mesi più volte sotto osservazione.


















