“Stop ai lavori o è inutile dialogare”: su Bagnoli i comitati non accettano spiegazioni tardive e disertano il summit dal prefetto

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Manifestazione a Bagnoli e scritta rimossa su Manfredi
Manifestazione a Bagnoli e scritta rimossa su Manfredi

NAPOLI – La tanto citata scritta offensiva contro il sindaco Gaetano Manfredi a Bagnoli non c’è più. Ci sono, e vanno avanti, invece, i lavori. E ci sono, e crescono di giorno in giorno, le preoccupazioni dei cittadini su un’opera di bonifica soltanto parziale in un territorio che aspetta una svolta vera e totale da decenni. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha provato a tendere la mano ai comitati, invitandoli ieri a una riunione in Prefettura. Ma la rete principale dei movimenti in protesta ha deciso di non presentarsi. Perché? Semplice: perché il confronto è fondamentale prima che un’opera venga realizzata. Dialogare a scelte fatte e lavori in corso ha per il territorio il sapore della beffa. Per questo i comitati hanno scelto di non partecipare al vertice convocato ieri pomeriggio in Prefettura di Napoli. Una posizione netta, maturata dopo la manifestazione di sabato, quando centinaia di residenti e attivisti hanno chiesto a gran voce l’immediato stop alle operazioni di messa in sicurezza della colmata a mare, giudicate pericolose.

Nella nota diffusa ieri, i comitati chiariscono le ragioni della scelta: il mancato accoglimento della richiesta di sospendere i lavori, condizione ritenuta indispensabile per qualsiasi interlocuzione.

“In considerazione del goffo tentativo da parte del Comune di Napoli e della struttura commissariale di sfruttare l’annoso ricatto tra salute e lavoro, provando a collegare faziosamente il processo delle cosiddette clausole sociali per il complessivo processo di bonifica con lo scempio in atto in queste settimane, mentre abbiamo specificato in ogni modo che quello che vogliamo a Bagnoli è la bonifica integrale e un lavoro stabile e sicuro; in considerazione dell’indifferenza che ha caratterizzato la giunta per ben due anni, quando abbiamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale sul territorio, convocato invece adesso che tutte le decisioni sono state già prese, comunichiamo la nostra non partecipazione all’incontro. I tentativi di recupero come la convocazione del Consiglio sono insufficienti e inutili a placare le preoccupazioni e la rabbia degli abitanti. Qualsiasi riapertura del dialogo sarà possibile soltanto a lavori interrotti. C’è bisogno di garanzie concrete per un futuro fuori da speculazione e affarismi privati. Vogliamo bonifica, lavoro, salute, spiaggia, bosco”.

Secondo i comitati andrebbe spiegato perché non c’è stata alcuna concertazione prima di cominciare i lavori, perché il territorio è stato ignorato, perché le opere sono state avviate in deroga alla Valutazione ambientale strategica, perché le istanze del Consiglio comunale sono state disattese e perché è stato modificato il Praru, che prevedeva la bonifica totale e la spiaggia pubblica, sostituendolo con un progetto meno ambizioso dal punto di vista ambientale. L’America’s Cup? Non c’entra. È solo un acceleratore di un piano già messo a punto. Il sindaco sostiene che quanto si sta facendo oggi sia meglio dell’immobilismo dei decenni precedenti. Ma per capire cosa sia davvero meglio, bisogna sempre confrontarsi.

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