NAPOLI – Una spaccatura ai vertici del clan Raia tra la nuova e la vecchia camorra. Lo raccontano gli investigatori nell’ultima ordinanza cautelare che ha portato in carcere quindici persone pochi giorni fa. Stando alle intercettazioni dei carabinieri, Giovanni Raia dal carcere minaccia un affiliato: “Mo’ che esco, muore”, per aver intrattenuto una relazione con l’ex fidanzata del figlio. Un affronto grave per la famiglia, un tradimento della fiducia.
Ma viene fermato dal fratello Francesco Raia, che replica: “Oggi il sistema è cambiato, funziona diversamente. Tu porta i soldi e stammi bene, ma non portare guai”. I magistrati mettono tutto nero su bianco perché considerano quella conversazione importante per capire come si sia evoluto il clan negli ultimi anni. La nuova camorra veste i panni dell’“imprenditore” e non vuole più sangue. Francesco Raia lo dice a chiare lettere: pensa agli affari e non vuole rogne: “Fratello, quello ha fatto i reati con noi (riferito all’affiliato minacciato). E comunque tu una cosa del generale non la puoi fare, devi prima fare il passaggio”.
Secondo gli inquirenti, intende dire che bisogna chiedere il consenso agli Amato-Pagano. Giovanni Raia rilancia: “Il passaggio lo faccio a modo mio. Io mi vado a sedere ai tavoli a Melito e Mugnano (roccaforti degli Amato-Pagano, ndr). So parlare”. Francesco lo stronca: “Allora ora che esci tu, uccidi tutti quelli dal Monte Rosa e tutta Miano?”. Come a dire: se si fanno le guerre, non si fanno gli affari. Va detto che poi non è successo più nulla a Scampia e, alla lunga, ha vinto la linea più morbida di Francesco Raia.



















