NAPOLI – Operazione antiracket dei carabinieri all’alba. Un ventenne incensurato arrestato per tentata estorsione al titolare di un negozio di infissi a Soccavo. La ricostruzione degli investigatori è da brivido: i militari del Nucleo Operativo di Bagnoli hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare per Vincenzo D’Accardi. Il provvedimento è del gip del Tribunale su richiesta della Procura, guidata dal procuratore Nicola Gratteri. Il ventenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. L’accusa è concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, ai danni di un’attività commerciale. Gli investigatori dell’Arma spiegano che le indagini sono state avviate nel mese di ottobre e hanno consentito di ricostruire presunte pregresse richieste di “regali a piacere per i carcerati”, avanzate all’imprenditore e quantificate in 1.500 euro annui da corrispondere in tranche periodiche in occasione delle festività natalizie, pasquali ed estive. A seguito dell’inottemperanza delle pretese economiche, l’indagato avrebbe effettuato ripetute ‘sfilate’ in moto davanti al negozio, tali da indurre la vittima a decidere la chiusura del proprio esercizio ed il trasferimento in un altro Comune.
I militari, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno ricostruito l’intera vicenda, raccogliendo immagini delle telecamere installate lungo la strada e la testimonianza della vittima. L’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Va detto che Vincenzo D’Accardi è incensurato e non è collegato a clan. I carabinieri hanno effettuato verifiche: non sono emersi collegamenti con i clan. Gli hanno contestato l’aggravante mafiosa principalmente perché avrebbe preteso dal commerciante di infissi tre tranche all’anno per 1.500 euro. Un metodo che spesso usano i clan per sottomettere gli imprenditori. Gli inquirenti spiegano che la tentata estorsione è aggravata, per aver agito con il metodo mafioso, evocando nel soggetto passivo la consapevolezza di aver agito non con una condotta individuale. Il commerciante ha spiegato agli inquirenti che quasi un anno prima (nel periodo di Natale) era stato avvicinato da un altro ragazzo sempre in scooter, che ad oggi non è stato identificato. Questo gli aveva chiesto un “regalo a piacere per i carcerati”. E si era ripresentato a Pasqua: stavolta non aveva parlato con la vittima, ma era passato più volte davanti al negozio. A luglio invece sarebbe arrivato al negozio Vincenzo D’Accardi, che non corrisponde al primo ragazzo. Avrebbe chiamato in disparte il commerciante, mentre parlava con altre persone: “Senti, i soldi che non hai dato a Natale, li devi dare ora a me. Adesso le cose sono cambiate e tu ci devi dare 1.500 euro all’anno, divisi in tre volte”.
La vittima non ha mai pagato. A ottobre il ventenne si sarebbe presentato per la seconda volta in moto con fare minaccioso. Da qui le indagini dei carabinieri. Il commerciante non ha riconosciuto il primo ragazzo: quello che si era presentato al negozio a Natale e Pasqua. Ha individuato il secondo (quello arrivato a luglio e a ottobre) in Vincenzo D’Accardi. Da qui l’ordinanza di custodia ai domiciliari. Va aggiunto che il ventenne è da considerarsi innocente, fino a una eventuale sentenza. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione.
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