Terra dei Fuochi, scoperta un’officina-discarica: sequestrati quintali di rifiuti tossici e denunciato il titolare

150
Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

AVERSA – Un’altra ferita inferta al martoriato territorio della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Un’officina meccanica completamente abusiva, trasformata in una vera e propria bomba ecologica a cielo aperto, è stata scoperta e posta sotto sequestro dai Baschi Verdi della Guardia di Finanza. L’operazione, condotta nei giorni scorsi dalla Compagnia Pronto Impiego di Aversa, si inserisce nella quotidiana e capillare attività di controllo economico del territorio volta a contrastare la piaga dell’illecita gestione dei rifiuti, un cancro che da decenni affligge quest’area.

I militari, durante un pattugliamento, sono stati insospettiti da un’attività anomala proveniente da un locale apparentemente anonimo. Una volta all’interno, si sono trovati di fronte a uno scenario desolante: un’area di oltre 110 metri quadrati adibita a officina meccanica, operante in totale spregio di ogni normativa ambientale, sanitaria e fiscale. Un’attività fantasma per lo Stato, ma drammaticamente reale per l’ambiente.

All’interno dei locali ispezionati, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e immediatamente sequestrato quintali di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. Un catalogo dell’orrore ambientale che comprendeva parti di autoveicoli smembrati, scarti di lavorazione ferrosi, scaffalature cariche di pezzi di ricambio usati e arrugginiti, residui di diluenti e solventi altamente inquinanti. Particolarmente allarmante il ritrovamento di numerose batterie al piombo esauste, circa 100 litri di olii per motori usati, contenuti in taniche di fortuna e pronti per essere sversati illegalmente nel terreno o nella rete fognaria, e persino vecchie lampade di emergenza. Un mix letale di veleni stoccato senza alcuna precauzione, in violazione di tutte le disposizioni del Testo Unico Ambientale.

Ma l’illegalità non si fermava ai rifiuti “professionali”. Accanto a motori e carcasse, i finanzieri hanno scoperto anche un deposito incontrollato di circa 20 metri cubi di rifiuti domestici: un ammasso di sedie rotte, tappeti logori, seggioloni per bambini in stato di abbandono, giocattoli rotti e parti di armadi. Un’ulteriore prova del totale disprezzo per le regole e per la salute pubblica. Insieme ai rifiuti, sono state sottoposte a sequestro preventivo anche tutte le attrezzature e i mezzi da lavoro impiegati per la gestione dell’attività illecita.

Al termine delle operazioni di controllo, il soggetto ritenuto responsabile dell’ecomostro è stato identificato e denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. Le accuse sono pesantissime e riguardano gravi violazioni al Decreto Legislativo 152/2006, il Testo Unico Ambientale. Oltre al procedimento penale, all’uomo è stata comminata una salata sanzione amministrativa pecuniaria, prevista dalla Legge n. 122 del 1992, che va da un minimo di 5.165 euro a un massimo di 15.494 euro, con il conseguente vincolo cautelare amministrativo su tutti gli strumenti utilizzati.

Questa operazione, come sottolineato dal Comando della Guardia di Finanza, si inquadra nella più ampia azione di contrasto coordinata dalla Prefettura di Caserta, mirata a proteggere un ecosistema già profondamente compromesso. L’obiettivo è duplice: fermare l’immissione incontrollata di veleni nell’ambiente e colpire chi, operando nell’illegalità, non solo danneggia la salute dei cittadini ma crea una concorrenza sleale verso gli imprenditori onesti, scaricando sulla collettività i costi ambientali e sociali della propria attività criminale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome