TORRE ANNUNZIATA – C’è anche il cantante neomelodico Marco Scognamiglio, conosciuto con il nome d’arte di Marco Marciano, tra le persone raggiunte dalle misure cautelari eseguite questa mattina a Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta sulla contrapposizione tra lo storico clan Gionta e il gruppo del rione Penniniello, indicato come “IV Sistema”.
Scognamiglio, 25 anni, è stato posto agli arresti domiciliari. La stessa misura è stata disposta per Ernesto Gionta, 22 anni. Sono invece sette gli indagati destinatari della custodia cautelare in carcere: Jonathan Falanga, 23 anni, Salvatore Iovene, 23, Salvatore Malvone, 38, Vincenzo Di Salvatore, 35, Vincenzo Della Ragione, 33, Luigi Sperandeo, 34, e Valentino Gionta, 35 anni. Quest’ultimo, figlio di Aldo Gionta e nipote dello storico capoclan Valentino Gionta, risulta al momento irreperibile.
L’inchiesta della Procura di Napoli e della Squadra Mobile ruota attorno alla violenta rissa avvenuta al centro commerciale Maximall il 19 maggio 2025 e alla successiva escalation. Secondo la ricostruzione investigativa, il giorno dopo alcuni degli indagati si sarebbero recati in via Collinetta, nei pressi dell’abitazione del padre del minorenne coinvolto nella rissa.
Qui, secondo l’accusa, Vincenzo Della Ragione e Vincenzo Di Salvatore avrebbero esploso diversi colpi di pistola in strada. Marco Scognamiglio sarebbe stato tra le persone che si sarebbero mosse verso l’abitazione insieme agli altri indagati.
Il cantante, conosciuto nell’ambiente della musica neomelodica come Marco Marciano, è quindi tra i destinatari della misura cautelare, ma per lui il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.







