PENNABILLI (RIMINI) – Sono ore di angoscia e di attesa, sospese a un filo di speranza, per la famiglia del ragazzino di 12 anni che da quattro giorni lotta tra la vita e la morte in un letto del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Rimini. Quella che doveva essere una serena vacanza pasquale nel cuore del Montefeltro si è trasformata in un incubo lo scorso 6 aprile, all’interno dell’area benessere dell’hotel “Il Duca di Montefeltro” di Pennabilli, suggestivo borgo dell’entroterra riminese.
La dinamica dell’incidente, ora al vaglio degli inquirenti, ha i contorni della tragedia sfiorata. Il ragazzino, in villeggiatura con i suoi genitori, stava giocando spensieratamente nella vasca idromassaggio della spa. Una vasca non particolarmente profonda, poco più di un metro d’acqua, un luogo che dovrebbe essere sinonimo di relax e sicurezza. In un attimo, però, il divertimento si è tramutato in orrore. Il corpo del 12enne è stato violentemente risucchiato dal bocchettone di aspirazione della pompa che alimenta i getti dell’idromassaggio. Una forza implacabile lo ha intrappolato sul fondo, impedendogli di riemergere per respirare.
Sono stati i genitori, allarmati non vedendolo più affiorare, a capire la gravità della situazione. In preda al panico, si sono tuffati e, con uno sforzo disumano, sono riusciti a liberare il figlio dalla morsa della pompa e a estrarlo dall’acqua, già privo di sensi. Con una prontezza che si è rivelata fondamentale, hanno immediatamente praticato le prime, disperate manovre di rianimazione, riuscendo a far ripartire il suo cuore prima ancora dell’arrivo dei soccorsi. Pochi istanti dopo, sul posto sono giunti i sanitari del 118 che, dopo aver stabilizzato il piccolo paziente, lo hanno trasportato d’urgenza e in codice rosso all’ospedale “Infermi” di Rimini. Da quel momento, il bambino è ricoverato in prognosi riservata e le sue condizioni restano gravissime.
Mentre i medici combattono per salvargli la vita, sul fronte giudiziario l’indagine si fa sempre più stringente. I Carabinieri della compagnia di Novafeltria, intervenuti subito dopo l’incidente, hanno posto sotto sequestro l’intera area spa della struttura alberghiera per consentire tutti i rilievi del caso. La Procura della Repubblica di Rimini ha aperto un fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di reato di lesioni gravissime, al momento a carico di ignoti. L’obiettivo primario degli investigatori, coordinati dal magistrato di turno, è chiarire ogni aspetto legato alla sicurezza dell’impianto. Al centro dell’inchiesta vi è soprattutto il bocchettone di scarico. Gli inquirenti dovranno accertare se fosse presente e correttamente installata la griglia di protezione anti-risucchio, un dispositivo di sicurezza essenziale progettato proprio per prevenire questo tipo di incidenti, e se la potenza di aspirazione della pompa fosse a norma di legge. Verranno passati al setaccio i registri di manutenzione, le certificazioni di conformità dell’impianto e le procedure di gestione della spa. L’inchiesta mira a individuare eventuali responsabilità, dalla proprietà dell’hotel al manutentore, per capire come un luogo di benessere si sia potuto trasformare in una trappola quasi mortale.


















