Tragedia sull’A21: un bimbo di 8 anni perde la vita in un incidente in moto

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

ALESSANDRIA – Un nastro d’asfalto trasformato in un palcoscenico di dolore. Una gita domenicale finita nel più atroce dei modi. Sono passati cinque giorni, ma il silenzio e lo sgomento ancora avvolgono il tratto dell’autostrada A21 Torino-Piacenza dove, lo scorso 5 aprile, una piccola vita si è spezzata. Un bambino di soli 8 anni è morto in seguito a un violento scontro tra la moto su cui viaggiava come passeggero e un’automobile.

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica, in un tratto rettilineo compreso tra il casello di Felizzano e lo svincolo di Asti Est, in direzione del capoluogo piemontese. La dinamica esatta è ancora al vaglio degli inquirenti, ma l’esito è di una chiarezza devastante. L’impatto, violentissimo, non ha lasciato scampo al piccolo. La moto, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata tamponata o si sarebbe scontrata lateralmente con un’auto che procedeva nella stessa direzione. Sbalzato dalla sella, il bambino è caduto rovinosamente sull’asfalto.

Immediato l’allarme, lanciato da altri automobilisti che hanno assistito impotenti alla scena. Sul posto si sono precipitate le pattuglie della polizia stradale della sottosezione di Alessandria Ovest, insieme alle ambulanze del 118 e all’elisoccorso. Per ore, quel tratto di autostrada è rimasto un luogo sospeso nel tempo: le sirene, le luci blu lampeggianti, il traffico bloccato per chilometri e, al centro di tutto, il lavoro meticoloso degli agenti. Hanno transennato l’area, eseguito i rilievi fotografici e metrici, raccolto ogni frammento, ogni segno di frenata utile a ricostruire l’esatta sequenza di quei tragici istanti.

Alla guida della moto, stando a quanto trapela, c’era il padre del bambino, un uomo ora distrutto da un dolore inimmaginabile, sopravvissuto all’impatto ma ferito nell’anima in modo indelebile. Anche il conducente dell’auto, sotto shock, è stato ascoltato dagli inquirenti per fornire la sua versione dei fatti.

La Procura della Repubblica competente ha aperto, come atto dovuto, un fascicolo d’inchiesta per omicidio stradale. L’obiettivo è accertare le responsabilità e capire cosa abbia innescato la collisione: una distrazione, una manovra azzardata, l’alta velocità o una fatale concomitanza di cause. Saranno fondamentali le perizie tecniche sui veicoli, posti sotto sequestro, e le testimonianze raccolte.

A cinque giorni dalla tragedia, mentre la famiglia si è chiusa nel proprio strazio e si prepara a dare l’ultimo saluto al suo bambino, restano le domande. Resta il dolore per un futuro cancellato in un attimo, in un pomeriggio di primavera su un’autostrada come tante. E resta il compito, pesante e necessario, degli investigatori di dare una risposta e una verità a una morte che, come ogni morte di un bambino, appare semplicemente inaccettabile.

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