Trapianto del cuore fallito al Monaldi: sei indagati tra medici e paramedici

161
Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi

NAPOLI – La Procura della Repubblica di Napoli ha iscritto sei persone nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul cuore destinato a un bambino di due anni e mezzo, la cui vita è adesso appesa a un filo. La Procura partenopea ha iscritto sei persone tra medici e paramedici nel registro degli indagati, con l’ipotesi di lesioni colpose. Si indaga dall’espianto dell’organo al trasporto a Napoli. Al centro dell’inchiesta c’è il trapianto fallito dello scorso 23 dicembre, quando il cuore prelevato a Bolzano è giunto a Napoli, probabilmente inutilizzabile perché danneggiato durante il trasporto. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri del NAS di Trento e Napoli, che hanno acquisito documentazione in entrambe le strutture sanitarie, il cuore sarebbe stato confezionato utilizzando erroneamente ghiaccio secco anziché ghiaccio naturale. Secondo l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, questa scelta potrebbe aver fatto precipitare la temperatura a -70°C, causando bruciature da freddo che potrebbero aver reso l’organo inutilizzabile.

“Perché procedere all’espianto dell’organo malato prima di aver verificato l’integrità di quello nuovo?”, chiede il legale. Prima dell’operazione, infatti, il piccolo — pur affetto da una grave malformazione — conduceva una vita relativamente normale, frequentando la scuola e senza la necessità di macchinari. Oggi, invece, è vincolato a un sistema di ossigenazione extracorporea in una corsa contro il tempo che non ammette ritardi. La madre del piccolo, Patrizia Mercolino, ha lanciato un appello disperato: il figlio è in attesa di un secondo trapianto dopo che il primo, tentato lo scorso dicembre, è fallito. Intanto la magistratura va avanti con l’inchiesta per ricostruire ogni passaggio della vicenda e l’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati è un atto formale e dovuto.

La famiglia di Nola mette da parte la battaglia legale per concentrarsi sull’unica priorità: la ricerca di un nuovo donatore compatibile. La rarità di un cuore pediatrico rende la situazione un’incognita, con il bambino che resta ai vertici della lista d’urgenza europea. Non è tutto. “Alla madre era stato detto che il cuore non aveva preso a battere normalmente”, spiega il legale. La madre del bambino racconta che “qualche giorno dopo il trapianto ci hanno chiamato e ci hanno detto che il cuoricino nuovo non partiva. Quindi mio figlio doveva essere attaccato a un macchinario per l’ossigenazione extracorporea del sangue in attesa di un nuovo organo”.

L’avvocato conclude: “Non si è fatta parola del probabile danneggiamento da ghiaccio durante il trasporto, lo abbiamo appreso dai giornali”. Un altro punto oscuro riguarda la decisione di procedere: “Perché è stato espiantato il cuore originale del bambino — che pur con malformazioni gli permetteva una vita vivace — prima di verificare l’integrità del nuovo organo?”. Oggi il piccolo è attaccato a una macchina per l’ossigenazione extracorporea (ECMO). “Il tempo è scaduto, serve subito un nuovo cuore”, denuncia la mamma, Patrizia Mercolino. Nonostante il bambino sia ai primi posti della lista europea, trovare un cuore pediatrico compatibile per peso e dimensioni è difficile.

Il bimbo è in coma farmacologico, si teme che con il decorso del tempo le lesioni degli organi interni possano impedire il nuovo intervento chirurgico. La direzione del Monaldi ha fatto sapere che “è stato sospeso il percorso di trapianto pediatrico”. E ancora: “Sarà l’autorità giudiziaria a ricostruire puntualmente la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità, valutando i diversi passaggi operativi e decisionali che hanno caratterizzato la vicenda”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome